Maltempo, nel livornese campagne devastate e danni per milioni di euro

Distruzione e morte. Ma anche campagne devastate, aziende agricole distrutte e centinaia di olivi sradicati e spazzati via. E’ drammatica la conta dei danni della Cia Toscana e Cia Livorno, che in queste ore stanno visitando una per una le aziende agricole della campagna livornese, nelle aree colpite dal violento nubifragio e dall’esondazione dello scorso fine settimana. E’ ancora presto per un conteggio definitivo -sottolinea la Cia Toscana-, ma sicuramente saranno diversi milioni i danni per le aree rurali.

“Siamo vicini alle imprese, alle famiglie, agli associati -sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Toscana-, fin dalle prime ore successive ci siamo mobilitati per sostenere questo territorio pesantemente colpito nei giorni scorsi”.

“Stiamo andando a vedere quello che è possibile recuperare e a dare sostegno agli agricoltori -commenta Cinzia Pagni, presidente Cia Livorno e vicepresidente nazionale-. Una tragedia di tutta Livorno, una città devastata, ferita ed in ginocchio ma che in questo momento ha trovato un grande senso di appartenenza. Ci sono tanti giovani, tanti volontari e cittadini che si sono messi insieme e stanno spalando, cercando di riportare una città a vivere. Nel nostro sopralluogo cerchiamo di fare la conta dei danni, che sono immensi; ma ancora non è possibile poter stimare una cifra vicina alla realtà. Ancora in nostri coltivatori diretti e associati sono a testa bassa a lavorare per poter recuperare tutto ciò che è recuperabile”.

La Cia è al fianco degli associati e dei cittadini livornesi: “Ci siamo subito mobilitati -continua Pagni-, sia nella raccolta dei bisogni per i nostri associati sia per i cittadini, poi la conta dei danni e sensibilizzazione verso le istituzioni locali, regionali e nazionali perché si possa dare supporto a chi ha bisogno, iniziando dai coltivatori che ogni giorno lavorano la terra e oggi si trovano senza niente”.

Fin dalle prime ore successive, grande solidarietà e voglia di rimboccarsi le maniche: “Il popolo livornese -conclude Cinzia Pagni- non ha voglia di tante chiacchiere, ma si è rimboccato le maniche e si è messo a spalare, le polemiche si fanno dopo. Una calamità di questo livello non ha bisogno di parole ma di operatività; lavoro e voglia di ripartire, le polemiche ora non servono a nessuno”.

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