Oltre 745mila pacemaker a rischio hacker

Oltre 745mila pacemaker in tutto il mondo sono a rischio hacker per un ‘bug’ nel software che potrebbe essere sfruttato da malintenzionati. E’ quanto afferma la casa produttrice, che ha invitato i pazienti a far aggiornare il firmware, il ‘sistema operativo’ dei dispositivi. Tanti sarebbero infatti i dispositivi salvavita a rischio hacker, secondo un recente report. Il tutto a causa di un problema nel software che potrebbe essere sfruttato dagli hacker per accelerare l’attività del dispositivo o alterare le batterie facendole finire prima del tempo. A darne notizia è la Bbc online, dopo che la Food and Drug Administration (Usa) aveva rivelato che 465 mila pacemaker in Usa sarebbero coinvolti nella vicenda.

Si tratta di dispositivi prodotti da St Jude Medical, acquisita da Abbott. E proprio Abbott ha spiegato alla Bbc che oltre a quelli statunitensi altri 280 mila pacemaker nel mondo sarebbero ‘a rischio’. La stessa azienda ha precisato che nessun caso di violazione si è verificato finora, anche perché ciò richiederebbe una serie di elementi complessi.

La ‘breccia’ nei dispositivi sarebbe costituita dalla connessione wifi. I pazienti americani sono stati invitati a contattare il proprio medico per aggiornare il software del dispositivo. Un’operazione che non richiederebbe più di tre minuti. St Jude Medical e Abbott hanno inviato delle warning letter a centinaia di migliaia di pazienti, invitandoli ad aggiornare il device per ridurre il rischio di intrusioni indesiderate.

I dispositivi connessi stanno avendo un impatto significativamente positivo sui pazienti e la loro salute – afferma Robert Ford, vicepresidente Abbott -. Per proteggere i nostri pazienti abbiamo sviluppato il nuovo firmware. Secondo un rapporto del Department of Homeland Security statunitense riuscire a compromettere la sicurezza di questi dispositivi richiede una complessa serie di circostanze”.

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