Psoriasi e alcol un cocktail micidiale

Prove approfondite dimostrano un collegamento tra consumo eccessivo di alcol e psoriasi. In particolare l’assunzione eccessiva di alcol è in parte responsabile dello sviluppo della psoriasi e dell’eczema discoide, come anche di una maggiore suscettibilità della pelle alle infezioni sistemiche nei grandi bevitori.

L’assunzione eccessiva di alcol può inoltre esacerbare la rosacea, la porpora cutanea tardiva e i disturbi dell’acne giovanile. Inoltre. chi soffre psoriasi ha maggiori probabilità di morire per una patologia collegata all’abuso di alcolici. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Jama Dermatology da  un team di ricercatori britannici che hanno analizzato i dati relativi a oltre 55mila pazienti confrontandoli con quelli di 855mila soggetti sani presi a confronto.Sebbene molti pazienti affetti da psoriasi abbiano verificato come la malattia possa peggiorare con alcuni alimenti, non esistono studi che stabiliscano un legame certo fra nutrizione e psoriasi. Numerose ricerche hanno però dimostrato che l’alcol favorisce lo scatenarsi delle lesioni sulla pelle ed è causa di forti peggioramenti, quindi gli esperti suggeriscono ai malati di consumare affatto, o quantomeno limitare molto, tutte le bevande alcoliche. Le informazioni sono state raccolte tra il 1998 e il 2014 e sono relative soltanto a persone maggiorenni.

Gli esiti dell’indagine hanno evidenziato che i pazienti psoriasici hanno circa il 60 per cento in più, rispetto a soggetti della stessa età e sesso, di morire per patologie causate dall’eccessivo consumo di alcolici, quali malattie del fegato, fibrosi, cirrosi o disturbi mentali e del comportamento.

La buona notizia è che esistono cure efficaci nella lotta alla psoriasi. Sono infatti in arrivo farmaci che potrebbero segnare l’inizio di un nuovo paradigma terapeutico contro una malattia che oggi interessa circa il 4% della popolazione italiana. “Si tratta di farmaci più specifici, dotati di maggiore efficacia e meno effetti indesiderati” sottolinea Gianfranco Altomare, ordinario di dermatologia all’Università degli Studi di Milano e responsabile del reparto di dermatologia all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi “Gruppo Ospedaliero San Donato” che ha da poco presieduto il congresso della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), in cui si è fatto il punto sulle nuove prospettive di trattamento della psoriasi.

“Oggi il trattamento della psoriasi è strettamente correlato alla gravità del disturbo” spiega Altomare. Nel caso di un disturbo di lieve entità circoscritto ad alcune aree del corpo – più frequentemente i gomiti, le ginocchia e il cuoio capelluto – si utilizzano infatti trattamenti topici a base di corticosteroidi e vitamina D, dove i primi hanno l’effetto di contrastare l’infiammazione, mentre la seconda serve a riportare nella norma la proliferazione cellulare che normalmente risulta accentuata nei soggetti con psoriasi. Se il disturbo è più grave, invece, si può procedere con la fototerapia a base di raggi UVB a banda stretta, oppure con i farmaci immunosoppressori come la ciclosporina. In caso di mancata risposta, infine, si ricorre ai farmaci biologici che hanno un’azione altamente selettiva sul sistema immunitario.

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