Sclerosi multipla, nelle donne una carenza di vitamina D raddopia il rischio

Un importante studio genetico ha confermato il legame tra bassi livelli di vitamina D e maggior rischio di contrarre la sclerosi multipla. I ricercatori hanno analizzato ben 3.200 campione di sangue prelevati da donne, a maggior rischio di sviluppo della patologia rispetto agli uomini. Tra i campioni di sangue analizzati il 43% presentava una carenza di vitamina D, con il rischio maggiore di sviluppare la Sclerosi Multipla nei successivi 9 anni, rispetto alle donne con valori di vitamina D nella norma.

Questa ricerca potrebbe andare a spiegare le statistiche di casi di sviluppo della malattia più concentrato nelle zone nordiche, ossia nelle zone territoriali dove la luce solare è meno presente rispetto ad altri luoghi. Il sole si presenta infatti come un alleato fondamentale per lo sviluppo della vitamina D. Attraverso la dieta alimentare è possibile integrare fonti di vitamina D come il latte, le uova, il pesce e la carne, contrastando gli effetti della malattia che conduce spesso ad uno stato degenerativo totale della mobilità motoria. “Il nostro studio, che coinvolge un gran numero di donne, suggerisce che la correzione della carenza di vitamina D nelle donne giovani e di mezza età può ridurre il rischio futuro di MS” ha evidenziato l’autrice principale dello studio Kassandra Munger.

La sclerosi multipla   (SM), chiamata anche sclerosi a placche, sclerosi disseminata o polisclerosi, è una malattia autoimmune degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale causando un ampio spettro di segni e sintomi. La sclerosi multipla colpisce le cellule nervose rendendo difficoltosa la comunicazione tra cervello e midollo spinale. Le cellule nervose trasmettono i segnali elettrici attraverso lunghe fibre chiamate assoni, ricoperti dalla guaina mielinica.

Nella sclerosi multipla, le difese immunitarie della persona attaccano e danneggiano questa guaina e gli assoni non sono più in grado di trasmettere efficacemente i segnali. Il nome sclerosi multipla deriva dalle cicatrici (sclerosi) che si formano nella materia bianca del midollo spinale e del cervello. Le cause della sclerosi multipla non sono a tuttoggi chiare: alcune teorie propongono cause sia genetiche, sia infettive; inoltre sono state evidenziate delle correlazioni con fattori di rischio ambientali. La malattia può manifestarsi con una vastissima gamma di sintomi neurologici e può progredire fino alla disabilità fisica e cognitiva. Fino ad oggi non è stata trovata alcuna cura.

La sclerosi multipla colpisce 2,3 milioni di persone nel mondo.

Lo studio firmato dal team di Brent Richards presso la Mcgill University del Canada, pubblicato su Plos Medicine, è stato condotto su un campione di 14.498 persone per 24.091 controlli, e ha rivelato che le persone con livelli geneticamente bassi di vitamina D hanno un rischio doppio di vedersi diagnosticata la sclerosi multipla. “I risultati mostrano che se un bambino è nato con geni associati con una carenza di vitamina D ha il doppio del rischio di sviluppare da adulto la sclerosi multipla, spiega Benjamin Jacobs del servizio infantile del Royal National Orthopedic Hospital di Londra. Questo potrebbe essere perché la carenza di vitamina D causa la sclerosi multipla oppure perché ci sono altre complesse interazioni genetiche”. Serviranno altri test per capire se è possibile prevenire l’insorgere della malattia intervenendo sui livelli di vitamina D.

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