Sviluppare oggi il FV in grid parity è possibile? ANIE Rinnovabili: ci sono buone prospettive

Lo sviluppo del fotovoltaico in grid parity è stato l’oggetto del workshop organizzato da ANIE Rinnovabili tenutosi lo scorso 19 settembre a Milano nel Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano con la regia di Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys. L’incontro è stato un’importante occasione di confronto per gli stakeholder del settore. Il caso concreto di un impianto di grande taglia attivato in Italia in grid parity e realizzato dal fondo di investimento Octopus hanno dato il via alla discussione.

La Loggia ha illustrato i key factors che hanno influenzato favorevolmente la decisione di investimento italiano, che non gode di alcuna defiscalizzazione in UK e non è completamente in equity. L’accentramento in Octopus del ruolo di coordinamento delle fasi di sviluppo, progettazione, fornitura materiali e realizzazione dei 64 MW fotovoltaici ha ridotto le sacche di inefficienza economica solitamente generate dell’intermediazione dell’EPC. Tutto ciò abbinato all’utilizzo della piattaforma di trading con cui Octopus ha messo ad asta la produzione di energia elettrica ha consentito di costruire un valido business plan con valori di capex intorno ai 700.000 euro/MW e di opex intorno ai 10.000 euro/MW/anno della sua intera pipeline italiana di 170 MW.

Secondo il fondo Foresight il principale catalist è la propensione al rischio ed il Levelized Cost Of Energy, il cui valore consentirebbe attualmente la realizzazione di impianti utility scale in grid parity. La volatilità dei parametri che influenzano LCOE e l’assenza di quotazioni forward dei prezzi dell’energia elettrica rendono oggi difficile la decisione di investimento. Ciò non accade in Spagna, dove Foresight sta realizzando, in grid parity, una pipeline di 80 MW.

Anche il mondo bancario ha sollevato la criticità legata al prezzo di vendita dell’energia elettrica, dato che l’attuale mercato elettrico non offre indicazioni di lungo termine. Per questo motivo al momento non sono in programma finanziamenti per progetti FV in grid parity. In ogni caso Unicredit conta ancora di investire nel settore data la serietà, la solidità e le soluzioni offerte dalla filiera ed in particolare dai costruttori di tecnologie. Secondo Mediocredito Italiano lo sviluppo del FV in grid parity non può prescindere dalla suddivisione delle assunzioni di rischio da parte dei diversi attori: finanziatori, produttori, consumatori, mercato.

La soluzione comune individuata dai relatori all’assenza di quotazioni forward di lungo termine dell’energia elettrica per sviluppare impianti FV in grid parity è il contratto PPA corporate. Lo Studio Orrick ne ha illustrato le modalità applicative in USA, dove il PPA corporate non è altro che un contract for difference, le cui differenze dallo strike price sottoscritto possono essere defiscalizzate; in questo modo si socializza parte dell’esposizione al rischio prezzo energia elettrica.

Danske ha, poi, spiegato i meccanismi “virtuali” di hedging che oggi i traders hanno individuato per operare sulle piattaforme di borsa al fine di mitigare il rischio prezzo energia elettrica nel medio periodo, ma che non risolvono il problema dell’esposizione a tale rischio. La soluzione dei PPA o quella degli strumenti di hedging sono due facce della stessa medaglia.

“Tutti gli attori del settore condividono che gli investimenti nel FV non incentivato in Italia sono possibili – ha concluso Alberto Pinori, presidente di ANIE Rinnovabili -: molto dipenderà dalla propensione al rischio del soggetto investitore e dalle condizioni al contorno. La presenza di stabilità normativa, di corretta progettazione, di un nuovo business model e di adeguati strumenti di mercato che forniscono segnali di prezzo sul medio e lungo periodo consentono di suddividere e mitigare l’esposizione al rischio di tali investimenti e saranno elementi essenziali per lo sviluppo in grid parity”

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