Influenza, gli italiani non la temono e ne sottovalutano i rischi soprattutto gli anziani

L’influenza può uccidere, soprattutto gli anziani, l’influenza può essere una malattia mortale: lo scorso anno si stima infatti che siano stati 15-18.000 gli anziani deceduti per complicanze dell’influenza, contro una media di decessi negli anni precedenti pari a circa 8.000″. Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, sottolineando l’importanza della vaccinazione antinfluenzale per questa fascia di popolazione in vista della prossima stagione influenzale.

I dati di mortalità nel 2016-7, ha rilevato intervenendo alla presentazione dell’indagine Censis ‘La vaccinazione antinfluenzale – l’opinione degli italiani’, “tra gli anziani sono quasi raddoppiati, con un aumento impressionante. Tra le cause vi è appunto il calo della vaccinazione antinfluenzale in questa fascia, con una copertura che si attesta al 30-40% in varie aree del Paese e che rimane molto bassa”. Dunque, ha avvertito, “siamo molto preoccupati, poichè se anche in questa stagione si registreranno le stesse coperture vaccinali, il trend dei decessi continuerà”.

Si riduce la copertura vaccinale tra gli anziani. La copertura vaccinale tra gli over 65 (per i quali la vaccinazione è offerta gratuitamente e somministrata dal medico di famiglia) ha raggiunto un picco massimo nella stagione 2005-2006 (68,3%), ma poi si è progressivamente ridotta fino a 16 punti percentuali in meno: nella scorsa stagione 2016-2017, infatti, ha raggiunto solo il 52%. La riduzione della tendenza a vaccinarsi può essere dipesa dal grado di fiducia. Il 32,9% degli italiani over 50 afferma di fidarsi «molto» delle vaccinazioni (e la fiducia aumenta al 41,3% tra gli ultrasettantenni e al 40,7% tra i laureati). Il 51,2% si fida «abbastanza», «poco» o «per nulla» il 15,9%. Tra questi ultimi, ci sono soprattutto abitanti del Sud (19%) e persone meno istruite (26,6%).

«Abbiamo voluto capire meglio i comportamenti e gli atteggiamenti degli italiani rispetto alla vaccinazione antinfluenzale e i dati emersi dalla ricerca del Censis dimostrano come la popolazione sia molto più informata di quanto non emerga dal dibattito pubblico», ha dichiarato Mario Merlo, General Manager di Sanofi Pasteur Italia e Malta. «Oggi la comunicazione e i social network ci offrono tante opportunità, ma alle volte restituiscono il punto di vista solo di una piccola parte della popolazione. Sono certo che questi dati rappresenteranno un passo avanti importante in termini di consapevolezza e informazione».

«L’atteggiamento nei confronti della vaccinazione antinfluenzale appare condizionato dal prevalere della dimensione soggettiva, dall’autopercezione del rischio e della propria condizione di salute», ha dichiarato Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e salute del Censis. «Nel nuovo approccio culturale nei confronti della vaccinazione rimane comunque rilevante il ruolo attribuito al proprio medico di famiglia, che continua a esercitare una funzione strategica di orientamento autorevole anche rispetto alla scelta individuale della vaccinazione come strategia centrale della prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze».

L’eccesso di mortalità nel 2016, ha ricordato Ricciardi, è un problema con cui hanno fatto i conti anche gli inglesi che pure hanno una buona copertura vaccinale. Nel loro caso, secondo gli studi realizzati nel Paese, i morti in eccesso sono risultati legati soprattutto a due fattori: la riduzione, a causa della crisi, di una serie di sostegni economici agli anziani, resi così più vulnerabili anche a livello di salute, e una stagione particolarmente fredda. E in questo caso “l’abitudine tutta inglese di dormire con la finestra aperta anche d’inverno, contro la quale si fa anche molta informazione sanitaria”, ha concluso Ricciardi, ha avuto il suo peso.

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