Torna il vuoto a rendere, al via da oggi la sperimentazione di un anno

Torna il “vuoto a rendere”, l’incentivo al riciclo e al riutilizzo che consiste nel restituire al consumatore, in cambio di bottiglie vuote, la piccola cauzione versata al barista o al commerciante al momento dell’acquisto. Il rispristino di un uso molto diffuso fino agli anni 80 del secolo scorso, fortemente auspicato dal Movimento 5 Stelle, è previsto da un regolamento del ministero dell’Ambiente appena pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” che sarà in vigore da oggi 10 ottobre.

Lo stabilisce il regolamento del ministero dell’Ambiente, pubblicato il 25 settembre in Gazzetta Ufficiale, che attua la misura del “Collegato Ambientale” rivolta alla prevenzione dei rifiuti di imballaggio monouso attraverso l’introduzione, su base volontaria per un anno, di un sistema di restituzione di bottiglie riutilizzabili. L’obiettivo del “vuoto a rendere” è proprio sensibilizzare i consumatori sull’importanza del riutilizzo e del riciclo e diminuire la produzione dei rifiuti: infatti, gli stessi contenitori – bottiglie più resistenti in vetro, plastica o altri materiali – potranno essere riutilizzati oltre dieci volte prima di divenire scarto.

Altro scopo del decreto, attraverso il sistema di monitoraggio previsto, è quello di valutare la fattibilità tecnico-economica e ambientale del sistema del vuoto a rendere, al fine di stabilire se la pratica sia da confermare, ed eventualmente, estendere ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo al termine del periodo di sperimentazione.

Bottiglie riutilizzabili fino a 10 volte

L’obiettivo del “vuoto a rendere” è quello sensibilizzare i consumatori/esercenti sull’importanza del riutilizzo riciclo e diminuire la produzione dei rifiuti. I contenitori interessati all’iniziativa (bottiglie più resistenti in vetro, plastica o altri materiali) possono infatti essere riutilizzati oltre dieci volte prima di divenire scarto, e la loro raccolta può costituire un contributo importante alla filiera del riuso anche grazie all’alta percentuale di resa dei vuoti al produttore, stimata tra l’80 e il 90 per cento. Il decreto prevede poi un sistema di monitoraggio, per la valutazione della fattibilità tecnico-economica e ambientale del sistema del vuoto a rendere, che sarà decisiva per l’eventuale conferma dell’iniziativa e la sua estensione ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo al termine del periodo di sperimentazione.

Galletti (Ambiente): buona pratica per l’ambiente “Un Paese proiettato nell’economia circolare come l’Italia – sottolinea il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nella nota che annuncia la pubblicazione del decreto – non può che guardare con interesse a una pratica come il vuoto a rendere, già diffusa con successo in altri Paesi. Questo decreto – conclude Galletti – dà una possibilità a consumatori e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi”.

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