Un centesimo a sigaretta, Lorenzin studia la tassa sul fumo

L’idea, secondo quanto riporta Repubblica, sarebbe quella di alzare le tasse su ogni sigaretta di un centesimo per far fronte alle spese della sanità (una delle voci di bilancio più pesanti nei conti del governo). Secondo il quotidiano diretto da Mario Calabresi, “visto che i circa 10 milioni di fumatori italiani consumano in media un pacchetto al giorno, cioè 3,6 miliardi di pacchetti all’ anno, in questo modo si raccoglierebbe una cifra intorno ai 700-750 milioni di euro”. Di fatto ogni pacchetto ha tra le 10 e le 20 sigarette, quindi l’aumtno del prezzo sarebbe tra i 10 e i 20 centesimi di euro. Inoltre l’idea potrebbe essere anche quella di tassare anche sigari, tabacco e tutto quanti riguarda il fumo, aumentando così il gettito fiscale.

La Lorenzin ci aveva provato già con Renzi ad aumentare le tasse sulle sigarette per pagare le cure oncologiche, ma l’ex premier si disse contrario perché è una misura impopolare. E soprattutto non è detto che l’aumento delle imposte porti ad un maggiore gettito. Quest’anno infatt nonostante l’aumento delle tasse sulle qualità più economiche di sigarette, il gettito è calatoda 11 a 10,5 miliardi.

Non è la prima volta che la ministra propone ai fumatori di “contribuire” in piccolo alla salute di tutti: già lo scorso anno Beatrice Lorenzin aveva proposto una microtassa sulle sigarette in cambio di nuovi farmaci oncologici. “Ogni ora in Italia vengono individuati più di 40 nuovi casi di cancro, sono 363.300 le diagnosi stimate nel 2015.” – riferisce una nota di Senior Italia FederAnziani – “Di fronte a questo scenario terrificante l’innovazione in oncologia ha permesso di fornire le prime risposte – negli ultimi anni le guarigioni sono aumentate del 18% (uomini) e del 10% (donne) – e la ricerca scientifica ha reso disponibili armi sempre più efficaci come l’immuno-oncologia e le terapie target personalizzate, che potrebbero consentire di cronicizzare diverse malattie neoplastiche anche molto aggressive e in fase avanzata. Ma questi primi risultati rischiano di essere effimeri senza un impegno concreto nel finanziare l’acquisto dei nuovi farmaci innovativi”.

“Come farlo?” – prosegue la nota – “La nostra proposta è chiara: un centesimo in più per ogni sigaretta venduta. D’altronde i numeri sono impressionanti: 10.900.000 sono i fumatori in Italia oggi; 140.000 le sigarette fumate ogni 24 ore; 41.000 i nuovi casi di tumore al polmone nel 2015 ma soprattutto si deve ricordare che lo Stato ricava circa 11 miliardi di euro dalle accise del tabacco e impiega queste risorse in vario modo tranne quello che curarne gli effetti quando ne basterebbe una piccolissima parte, anche solo il 5%, per garantire pieno accesso a tutti i malati ai tanti farmaci in arrivo sul mercato”

“È giunto il momento per l’Italia.” – conclude la nota – “Per questo chiediamo al Premier Matteo Renzi, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al Ministro dell’Economia Piercarlo Padoan di impegnarsi entro il 2016 a Istituire un Fondo Nazionale per l’Oncologia finanziato con un centesimo in più per ogni sigaretta, per un totale di 720 milioni di euro l’anno”.

“Il fondo” – commenta il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – “è la risposta politica alla sfida del secolo: curare i malati di cancro, dando nuove opportunità di vita, garantendo nuove speranze e diventando il Paese più in salute del mondo”. A tal fine Senior Italia FederAnziani lancerà una raccolta di firme a sostegno della propria petizione.

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