Gionata Mondiale contro la tubercolosi: L’infezione provoca oltre 1,5 milioni di decessi all’anno nel mondo

“Uniamoci per porre fine alla tubercolosi” è lo slogan della giornata mondiale contro la tubercolosi che si celebra in tutto il mondo venerdì 24 marzo prossimo. L’unione di più forze, sanitarie, economiche e politiche, è indispensabile per debellare una malattia che è favorita da povertà e miseria. Inoltre, diversamente da ciò che molti credono, la tubercolosi è, ancor oggi, la malattia infettiva che miete il più alto numero di vittime. Nessun Paese può ritenersi immune ed ogni anno si ammalano nel mondo oltre dieci milioni di persone. È impressionante, inoltre, che soltanto poco più della metà abbia accesso a diagnosi e cura, per situazioni disastrate di povertà, di guerra e di disordini politici ed economici.

È evidente che esistono due forme di tubercolosi, una sensibile e l’altra resistente ai farmaci. La prima è facilmente curabile con un trattamento di pochi mesi ed estremamente economico. La terapia della seconda è lunga, anche anni, non priva di effetti collaterali e costosa; inoltre, nonostante la disponibilità di due nuovi farmaci recentemente sintetizzati (delamanid e bedaquilina), la proporzione dei fallimenti terapeutici rimane elevata, ragion per cui ancor oggi, anche in presenza di sussidi terapeutici, si può morire di tubercolosi.

E’ questo l’auspicio di AMCLI – Associazione Microbiologi Clinici Italiani, in occasione della giornata mondiale. In Italia, come in tutti i Paesi a bassa endemia tubercolare, i casi di tubercolosi si concentrano soprattutto nelle grandi città. Da noi più del 50% dei casi riguardano pazienti non nati in Italia e le resistenze ai farmaci sono particolarmente frequenti nei soggetti originari dai Paesi della ex Unione Sovietica.

“La diagnosi rapida dei nuovi casi è di fondamentale importanza per prevenire la diffusione della malattia. Per conseguire tale obiettivo una collaudata rete di laboratori AMCLI si avvale delle più moderne tecniche diagnostiche, inclusa la biologia molecolare. Fra l’altro, i laboratori suddetti collaborano alla notifica dei nuovi casi e forniscono all’Istituto Superiore di Sanità dati attendibili su incidenza e farmaco-resistenza” ricorda Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI e Direttore U.O. Microbiologia A.S.S.T Ovest Milanese.

Nuove prospettive sono oggi aperte dalla possibilità di sequenziare a costi sostenibili interi genomi del micobatterio tubercolare. Il ricorso a tale approcci permette di rilevarne, con largo anticipo rispetto alle metodiche tradizionali, l’intero pattern di resistenza ai farmaci, permettendo una terapia tempestiva e corretta.

“Trattandosi di una infezione aerogena il contagio non può essere prevenuto. I comportamenti utili a prevenire il contagio sono infatti applicabili solo quando si è a conoscenza della condizione di malato di uno o più soggetti con cui abbiamo occasioni di contatto” sottolinea Enrico Tortoli, Coordinatore Gruppo di Lavoro Micobatteri AMCLI.
Il 24 marzo si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale contro la tubercolosi, in onore di Robert Koch, medico tedesco, che proprio nella sera del 24 marzo 1882 annunciò al mondo intero la scoperta del bacillo che causava la più grave malattia della storia, aprendo la via alla possibilità di guarigione.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie