Sud Sudan: Violenze e scontri nella capitale, la testimonianza di InterSOS

“La situazione a Juba è molto tesa, negli ultimi giorni dalla nostra base abbiamo sentito continui colpi di arma da fuoco e mortai” racconta Davide Berruti, capo missione INTERSOS in Sud Sudan. “Il nostro staff è al sicuro, ma siamo estremamente preoccupati per l’insicurezza che si sta nuovamente abbattendo sulla popolazione civile.Proiettili e granate hanno colpito anche il campo sfollati, aggravando una condizione già drammatica. La nostra priorità in questo momento è soccorrere la popolazione che sta pagando le conseguenze di questa ennesima ondata di violenze. Aspettiamo che gli scontri si fermino per avere accesso al campo a Juba, ci stiamo preparando per portare soccorso alle popolazione colpita. Al momento gli scontri sono concentrati a Juba, nel resto del paese la tensione rimane alta e il nostro staff sta continuando ad assistere la popolazione sfollata”.

Pesanti scontri armati tra le forze militari governative del presidente Kiir e le truppe fedeli al vice-presidente Machar sono esplosi lo scorso giovedì a Juba, insanguinando la città e provocando centinaia di morti, alla vigilia del quinto anniversario dell’indipendenza del Sud Sudan. Gli attacchi non hanno risparmiato il campo profughi (PoC, sito di protezione dei civili all’interno della base delle Nazioni Unite UNHOUSE) che, dall’inizio del conflitto interno esploso proprio a Juba nel Dicembre 2013, ospita migliaia di persone che hanno cercato rifugio dai combattimenti. Le violenze in corso negli ultimi giorni a Juba hanno spinto più di duemila persone a riversarsi nel campo per mettersi in salvo, aggiungendosi agli oltre trentacinquemila profughi già presenti nel sito e aggravando così le condizioni e i bisogni umanitari.

INTERSOS esprime profonda preoccupazione per la drammatica crisi umanitaria che il perpetrarsi di queste violenze sta provocando nel paese e condanna fermamente i continui attacchi ai danni della popolazione civile, che paga in sofferenze e vite umane il prezzo di questo conflitto.

Dal 2006 INTERSOS lavora in Sud Sudan e in seguito allo scoppio del conflitto interno nel 2013 ha concentrato le sue attività nell’assistenza e protezione della popolazione sfollata in fuga dalle violenze, in corso nel paese. A fronte di una popolazione sfollata di oltre 1,6 milioni di persone In Sud Sudan, INTERSOS realizza programmi di assistenza negli stati dell’Upper Nile, Unity, Jonglei, Western e Central Equatoria, le aree maggiormente colpite dai combattimenti, con progetti di istruzione in emergenza, protezione di donne e bambini, fornitura di alloggi d’emergenza e distribuzione di beni di prima necessità.

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