A Versailles, le opere del Maestro degli alberi

Larici e cedri centenari abbattuti, vittime di tempeste o malattie, studiati, scavati, scolpiti o fusi con altre materie. A partire dall’11 giugno e fino al 31 ottobre, il “maestro degli alberi”, Giuseppe Penone ha portato alla corte di Luigi XIV le sue opere vegetali. Nessun artista contemporaneo passato negli anni scorsi da Verasilles (Jeff Koons, Takashi Murakami, Bernar Venet, Joana Vasconcelos) era riuscito ad entrare in sintonia così piena con l’ambiente circostante. Penone, che ha al suo attivo esperienze alla Venaria Reale e soprattutto ha realizzato una straordinaria opera con un cedro di Versailles abbattuto nel ’99 da una tempesta; tra i viali ed i monumentali giardini è a suo agio. Nessuno come lui ha fatto del rapporto uomo – natura il fulcro del suo lavoro, rapporto che è senso e pensiero, ispirazione e memoria genetica. E l’albero, come organismo vivo, con il suo aspetto così prossimo a quello della figura umana, è un elemento centrale nel tema centrale del lavoro di Penone. ”Le mie sculture in bronzo sono fatte a partire da alberi che sono stati abbattuti perchè vittime di tempeste o malattie – ha raccontato Penone in occasione della presentazione della mostra -. Questi lavori sono riflessioni sulla struttura dell’albero come scultura: l’albero è un essere vivente che memorizza il suo vissuto e le sue necessità nella sua forma, è una scultura esemplare. E’ come se lo scultore riuscisse a memorizzare tutti i gesti della sua vita, e se tutti i gesti della sua vita avessero una necessità e un interesse”. Il parco di Versailles, conclude l’artista, ”è un luogo emblematico, la sintesi tra il pensiero occidentale e il rapporto tra uomo e natura. Realizzato per esaltare il potere di un uomo, sottolinea di fatto la forza e il potere della natura”.

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