“Make Faire”,l’Italia ha accolto bene la tecnologia

Con più di trentamila visitatori in quattro giorni, “Make Faire” è stato uno degli eventi di successo della settimana.

Iniziata lo scorso tre ottobre e terminata ieri, la fiera svoltasi a Roma ha dedicato i suoi spazi alle invenzioni del futuro. Geni dell’ informatica, robotica, meccanica, medicina e altri settori hanno mostrato opere che nel breve termine potrebbero diventare di uso comune. Nato nel 2006 su iniziativa della rivista americana Make, quella di ieri è stata l’edizione europea della fiera. Negli anni scorsi la manifestazione è stata celebrata anche in Egitto, Canada e Australia.

E’ davvero incredibile questo successo se pensiamo che alla prima Maker Faire newyorkese c’erano 35.000 persone”, ha detto Massimo Banzi, cofondatore di Arduino e uno degli organizzatori del festival. “Sono stati davvero 4 giorni intensi che hanno dimostrato che c’è una parte consistente del nostro Paese pronta a fare il prossimo passo verso un nuovo futuro”, ha spiegato. Protagoniste dell’evento sono state le stampanti 3D, capaci di stampare di tutto. call_for_makers2013

Gli organizzatori hanno calcolato che sono stati stampati quattromila cioccolatini da un blocco da 20 Kg di cioccolata e scannerizzate che potranno essere trasformate in statue in 3D. Per queste stampanti gli ordinativi sono stati migliaia. Ma uno che più di tutti si è distinto è stato il quindicenne Jack Thomas Andraka . Con le sue ricerche, il ragazzo è stato in grado di brevettare un test per scoprire se si ha il tumore al pancreas. Una scoperta utile per la società fatta in un’età in cui la medicina non è proprio il primo pensiero. Andraka ha raccontato che si è interessato ai tumori dopo la morte di un amico di famiglia.

Così tra curiosità, divertimento e utilità, per gli organizzatori il bilancio della manifestazione è positivo. “Sono emozionato, questa è la più bella edizione di una Maker Faire fuori dagli Usa”, ha dichiarato Dale Dougherty, fondatore del movimento dei Maker. “Posso solo dire-ha concluso- che il movimento dei Maker parla decisamente italiano e che saremo molto lieti di proseguire questa collaborazione con gli organizzatori”.

di Matteo Melani

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie