Quanto è verde l’editoria italiana?

Oggi al via il a Torino il Salone Internazionale del Libro, l’occasione per tutti i lettori di avere in un solo spazio gli editori italiani, grandi e piccoli: scegliere le novità, trovare i titoli preferiti, scoprire nuovi nomi, fare shopping letterario. Chi è sensibile alle problematiche ambientali non può evitare, però, di porsi alcune domande quando acquista un libro nuovo: quanto è sostenibile la casa editrice in termini di carta utilizzata e processi di stampa? 

Greenews.info ha condotto, in queste settimane, una breve inchiesta, per capire quanto l’editoria italiana sia sensibile al tema. Abbiamo intervistato alcuni degli editori più distribuiti sul territorio nazionale, chiedendo loro cosa fanno, concretamente, ogni giorno, per ridurre l’impatto ambientale. Ci hanno fornito risposte: La Coccinella, Edizioni Ambiente, Edt, Feltrinelli, Lupetti, Marcos y Marcos, Minimum Fax, il gruppo editoriale Mondadori (Edizioni Mondadori, Giulio Einaudi Editore, Edizioni Piemme, Sperling & Kupfer, Mondadori Electa, Mondadori Education), Newton Compton, il gruppo editoriale RCS Libri (di cui fanno parte Rizzoli, Bompiani, BUR, Sonzogno, Fabbri, Adelphi, Marsilio, Lizard e RL, in joint venture con il Gruppo Mauri Spagnol), Il Saggiatore, Zanichelli.

Ma, esattamente, cosa significa rispettare l’ambiente per una casa editrice? La Campagna Foreste portata avanti da Greenpeace Italia aiuta a chiarire le idee. Chiara Campione, responsabile del progetto, ci racconta che l’iniziativa è nata “grazie alla volontà di alcuni scrittori – come Niccolò Ammanniti, Andrea De Carlo, Carlo Lucarelli – che hanno chiesto di stampare i loro libri su carta amica delle foreste o su carta riciclata”. Con il tempo l’iniziativa si è sviluppata, con l’obiettivo di contrastare sempre più il mercato di carta illegale proveniente dalle foreste indonesiane e si è trasformata in un progetto articolato che prevede una classifica – aggiornata ogni anno – degli editori che fanno uso di carta certificata FSC – Forest Stewardship Council –  ma soprattutto che mette a disposizione delle case editrici un vero e proprio vademecum sui passi da seguire per pubblicare in modo sostenibile.

Greenpeace ricorda che la disponibilità di carta riciclata/certificata FSC, per la produzione di libri, è al momento limitata, ma Chiara ribadisce che “Il pericolo reale cui stiamo andando incontro è la distruzione delle foreste”. “Con la nostra ultima inchiesta – prosegue –  abbiamo scoperto che Asia Pulp & Paper usa specie di alberi in estinzione. Per questo abbiamo deciso di mandare dei segnali di allarme: individuare chi lavora bene, ma segnalare anche chi potrebbe fare meglio, per cercare di ridurre l’arrivo di carta proveniente da foreste primarie in Italia”.

Per quanto riguarda il mondo dei quotidiani, il 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, La Stampa, il quotidiano che ospita anche queste colonne, ha annunciato la decisione di diventare “il primo quotidiano verde d’Italia”, stampando le proprie pubblicazioni solo più su carta riciclata con certificazione forestale PEFC. Una scelta che permetterà di risparmiare 81 ettari di foresta all’anno, pari a 25 mila alberi, e ripiantare 8 ettari di foresta, l’equivalente di dieci campi da calcio.

Passando invece alle case editrici di libri, da quanto tempo dedicano attenzione all’ambiente? Quale rapporto instaurano con i fornitori? Quali sono le pratiche attuate all’interno dell’azienda e quali attività collaterali sono state sviluppate per la sensibilizzazione delle problematiche ambientali?

Possiamo affermare che la metà degli anni Duemila, per molti editori, rappresenta il momento decisivo per avviare pratiche di rispetto dell’ambiente. Nel periodo precedente i casi sono infatti isolati o legati a produzioni limitate. Mediamente,  fra le case editrici intervistate si inizia a dedicare attenzione a questo tema, in modo sistematico e formalizzato, 5 anni fa, con un range che va dai 20 anni (nel caso specifico dei CentopagineMillelire di Newton Compton) fino ai 3 anni (come per esempio Lupetti o Mondadori). La gran parte ha definito e attuato le procedure in autonomia, solo pochi si sono affidati a consulenti specializzati, mentre altri hanno collaborato con Greenpeace o con l’AIE per impostare pratiche corrette ed efficaci. Tutti hanno cercato di agire con buon senso e partendo dalle attività quotidiane, come il semplice riciclo delle bozze cartacee o l’uso di bozze digitali per la correzione dei testi. Fermo restando che la sensibilità green di ogni collaboratore rappresenta, in azienda, il valore più efficace.

 Il rapporto con i fornitori resta tuttavia uno degli elementi chiave per condurre una buona produzione a basso impatto ambientale. È necessario essere certi delle materie prime utilizzate, soprattutto nel caso di servizi affidati a terzi. L’operazione più importante è individuare uno stampatore che utilizzi carta certificata, scelta condivisa da tutti i nostri intervistati, anche se non per tutti esclusiva. Uniformare la produzione comporta infatti difficoltà oggettive e richiede tempo. Roberto Serino, direttore di produzione e servizi tecnici RCS Libri, ci spiega che  “per le fasi produttive, il nostro gruppo è completamente terziarizzato. Ci avvaliamo di fornitori esterni certificati e non”. Anna Bruno Ventre, direttore generale Edizioni Ambiente, racconta invece che “fin dall’inizio della nostra attività il primo passo importante in questa direzione è stato decidere di utilizzare solo carta riciclata o certificata no-chlorine, per tutte le nostre pubblicazioni. Altri processi produttivi (stampa e legatura) non siamo ancora in grado di controllarli”.

Marco Cassini, editore con Daniele Di Gennaro di Minimum Fax,  afferma che “ovviamente la parte più importante per noi è quella relativa alla filiera produttiva: per tutti i nostri libri usiamo carte certificate FSC; in molti casi abbiamo anche scelto l’utilizzo di carte riciclate, composte di fibre di riciclo pre e post consumo, con un impatto ambientale ancora più basso”. Scelta analoga ha condotto Feltrinelli. Il Direttore Tecnico Massimo Pellegrino ci conferma “l’utilizzo di carte certificate FSC o riciclate per tutti i nostri libri, senza dimenticare le borse in carta  riciclata FSC utilizzate nelle nostre librerie. Stessa cosa vale per i nostri cataloghi, gli strumenti promozionali in generale, ecc. I nostri stampatori  italiani sono tutti certificati FSC e rispettano l’ambiente”. Il Gruppo Mondadori ci spiega che “nel 2010, ha deciso di formalizzare il suo processo dedicato alle tematiche di sostenibilità. Nel 2011 è stato pubblicato, a uso interno, il primo report di sostenibilità, in cui sono state evidenziate le molteplici azioni dirette e indirette volte al miglioramento delle prestazioni ambientali e al risparmio energetico messe in atto da tempo dal Gruppo. Tra queste, l’utilizzo di carta amica delle foreste. Nel 2010 Mondadori ,tra l’altro, ha aderito all’iniziativa lanciata da Greenpeace alle aziende del settore cartario italiano per evitare la distruzione delle foreste primarie. In questa occasione Mondadori si è impegnata a definire un percorso per aumentare progressivamente la percentuale di carta certificata in alcune delle collane di maggior prestigio”. Maria Galeano, ufficio stampa Newton Compton, conferma che “nella produzione dei nostri libri utilizziamo carte prodotte con cellulosa senza cloro gas, che provengono da foreste controllate e che rispettano le normative ambientali vigenti”. Laura Lisci, Direzione Relazioni Esterne e Ufficio Stampa Zanichelli, spiega che la sua editrice “non stampa direttamente i propri libri: tutte le fasi, dalla pre-stampa alla confezione, sono terzializzate. Ci assicuriamo che i nostri fornitori eseguano correttamente tutte le operazioni di lavorazione e smaltimento e siano in grado di certificarlo nel rispetto delle norme vigenti. Zanichelli stampa su carta che rispetta l’ambiente, per questo non è, a oggi, certificata FSC, perché ritiene che l’acquisto di carta certificata sia sufficiente a garantire nella sostanza il rispetto delle foreste. Tutte le certificazioni delle cartiere sono riportate sul nostro sito internet”.

Anche Claudia Peruccio, Direttore Generale EDT, dichiara che “la carta che usiamo per i nostri libri è carta FSC ecologica ed ecosostenibile, così come gli inchiostri sono tutti a norma”. Sia l’Amministratore Delegato  di Lupetti Michele Di Stefano sia Antonella Gigante dell’ufficio stampa Il Saggiatore affermano infine di usare quasi esclusivamente stampatori FSC. Mentre Domenico Caputo, Direttore Generale La Coccinella, spiega che la loro è una scelta obbligata, perché la nostra clientela internazionale ci chiede spesso documentazione al riguardo. Nel tempo abbiamo prodotto per 38 Paesi e alcuni hanno normative estremamente restrittive al riguardo. La produzione viene affidata a una cartotecnica che è il più grande produttore di libri in cartone d’Europa ed è certtificata NEN-EN-ISO 9001-2000. Inoltre ha ricevuto da due anni anche la certificazione FSC. I materiali che comperiamo sono, nel caso di cartone bianco/grigio, di materiale completamente riciclato e nel caso di bianco/bianco acquistato interamente da un fornitore che usa esclusivamente pasta legno ricavata da foreste ripiantumate. Le colle e gli inchiostri sono atossici e nei materiali di imballaggio o finissaggio sono esenti gli ftalati. Infine, abbiamo eliminato del tutto la plastificatura sostituendola con vernici UV”.

Leggi la seconda parte dell’inchiesta su Greenews.info

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