Il razzismo, tra pseudoscienza e pregiudizio – incontro con Anna Maria Rossi per il corso “Cultura e Metodo Scientifico”

Il 16 ottobre alle 16, Anna Maria Rossi tiene il secondo incontro della lezione “Il razzismo, tra pseudoscienza e pregiudizio”, parte del corso “Cultura e Metodo Scientifico”.

Il razzismo e la xenofobia si nutrono di pregiudizi e di luoghi comuni, espressi spesso con leggerezza, nonostante che le loro conseguenze in termini di violazione dei diritti civili e umani di milioni di persone sono incalcolabili. Quando si parla di razza o di gruppo etnico, bisognerebbe saperne dare una definizione ed essere certi che sia lecita la generalizzazione che una qualsiasi caratteristica sia comune a tutti i suoi membri e li differenzi dalle altre razze. Tuttavia, nessun criterio di classificazione delle razze, fra i molti proposti nell’ambito del cosiddetto razzismo scientifico, è stato capace di reggere alla prova del tempo.

Il razzismo scientifico nasce tra il XVIII e il XIX secolo e affonda le sue radici nel determinismo biologico le cui tesi fanno riferimento a una concezione sbagliata delle leggi della natura. Sebbene questa sia un’idea vecchia e derivi da una dottrina del tutto screditata sul piano scientifico rimane difficile da estirpare dal pensiero corrente. Nel corso degli ultimi secoli il razzismo scientifico ha ripetutamente preteso di trattare il tema dell’ineguaglianza sociale come una questione puramente scientifica, con lo scopo di sostenere che le differenze socioeconomiche per classe, sesso, etnia fossero un riflesso di differenze biologiche innate e quindi immutabili. In realtà, in nome della presunta obiettività della Scienza, ha cercato di dare giustificazione al diritto alla sopraffazione dell’uno sull’altro, alla difesa dei privilegi dei gruppi dominanti ai danni di quelli subalterni e, nel corso degli ultimi secoli, la sua dottrina è stata usata per legittimare lo schiavismo, il colonialismo, la segregazione di gruppi etnici minoritari, la discriminazione, la persecuzione e persino il genocidio.

Il corso “Cultura e Metodo Scientifico”
Da Galileo a Newton, da Darwin ad Einstein, il metodo scientifico ha rivoluzionato la nostra visione del mondo. Si pensi a quello che era il Cosmo per Dante, con la terra e l’Uomo al centro di tutto, e alla moderna concezione dell’Universo nato dal Big Bang, dove la Terra e l’Uomo non sono altro che un insignificante dettaglio in un angolo sperduto di una galassia tra le tante.

La comprensione delle leggi fondamentali ha portato anche al dominio di una tecnologia quasi onnipotente: i computer e la plastica, gli antibiotici e le bombe atomiche, Internet e gli smartphone, la TAC e gli aerei a reazione hanno, nel bene e nel male, cambiato radicalmente la civiltà nel corso degli ultimi due secoli.

Spesso, purtroppo, nel comune sentire prevalgono visioni della realtà ispirate più dalla fantasia che da una consapevolezza precisa di ciò che ci circonda.

Questo corso intende presentare in modo rigoroso ma accessibile agli studenti dell’Ateneo e alla cittadinanza interessata quegli argomenti che non dovrebbero mancare nel bagaglio culturale di un laureato in discipline scientifiche. Argomenti quali Relatività, Teoria dei Quanti e Cosmologia, Evoluzione, Genetica, Scienza dei Materiali, Informatica e Teoria dei Numeri verranno trattati da docenti delle varie discipline in circa 20 lezioni e seminari. Inoltre, durante il Corso verranno suggeriti agli studenti seminari conferenze proposti nell’ambito della Ricerca dell’Area pisana (Università, INFN, CNR, SNS…).

Il Corso, che vale 6 CFU, fa parte degli ordinamenti delle lauree in Informatica e in Biologia, ma è rivolto a tutti gli studenti anche di altri corsi di laurea che possono utilizzare i crediti liberi dei vecchi ordinamenti e, previa approvazione dei Corsi di Laurea di appartenenza, i crediti liberi dei nuovi ordinamenti.

Sul sito http://www.di.unipi.it/~romani/DIDATTICA/CMS/CMS.html  è possibile seguire il calendario delle lezioni programmate. Il corso è aperto a tutti gli interessati anche non iscritti all’Università.

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