L’Abruzzo riparte dall’ecoturismo

Negli ultimi venti anni sono state istituite 25 riserve naturali regionali, mediamente una ogni anno, 13 sono le riserve guidate, 5 quelle controllate, 1 speciale, 1 orientata, 1 di interesse provinciale e 4 non classificate

La Regione torna a puntare sull’Abruzzo verde, una scommessa che passa dal rilancio delle politiche di tutela e conservazione del territorio e da nuovi investimenti su progetti come ‘Abruzzo regione verde d’Europa’ o ‘Abruzzo regione dei parchi’. D’altra parte, l’Abruzzo può contare su un patrimonio ambientale straordinario: con tre parchi nazionali (Pnalm, Parco Gran Sasso Monti della Laga e Parco Maiella Morrone), un parco regionale (Velino-Sirente) e ben 25 tra riserve naturali e oasi è tra le regioni europee più ricche di aree naturali protette.

A quanto emerge dal nono rapporto Ecotur, la fiera e borsa internazionale sul turismo natura, nel 2010 le presenze turistiche totali in Abruzzo sono state pari a 1.092.230 unità, il 55 per cento delle quali è stato registrato nel Parco nazionale della Maiella, il 30 per cento nel Pnalm, Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise e il restante 15 per cento nel Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. A confermare il nuovo interesse della Regione per l’ecoturismo ci ha pensato l’assessore regionale all’Ambiente, Mauro Di Dalmazio, proprio in occasione della presentazione della fiera: “La capacità attrattiva dei nostri Parchi – ha detto Di Dalmazio – è potenzialmente straordinaria. Tuttavia, affinchè questa potenzialità si esplichi appieno è necessario non solo che la Regione lavori di concerto con i Parchi su progetti concreti ma, se intendiamo ottenere esiti economici di una qualche rilevanza, dovremo anche ampliare l’offerta di servizi all’interno delle aree protette”. Secondo Di Dalmazio “occorrerà, inoltre, diversificare ulteriormente le tipologie di ricettività e di conseguenza aumentare la quantità di ricettività esistente – ha proseguito l’assessore – ma soprattutto sarà importante dare un’immagine unitaria del nostro prodotto turistico”.  A tal proposito, l’assessore ha evidenziato come, per la prima volta, sia stato sottoscritto “un protocollo d’intesa che, da circa due anni, sta facendo procedere Regione e Parchi nella stessa direzione sia per quanto riguarda le programmazioni promozionali sia in relazione ai progetti di sviluppo turistico e di creazione di attrattori turistici”. L’ultimo esempio, in ordine temporale, è un progetto da un milione di euro, denominato “Slow Park”, sviluppato nell’ambito della programmazione prevista dal Por Fesr 2007-2013 che coinvolge i tre Parchi nazionali ed il Parco regionale Velino-Sirente. “Si tratta di un progetto unitario che poi si declina – ha spiegato l’assessore – attraverso azioni che ciascun Parco ha ritenuto di mettere in campo alla luce delle caratteristiche proprie di tipo naturalistico e paesaggistico”. Per quanto riguarda, le riserve regionali le stesse sono generalmente gestite dai Comuni che si avvalgono di Comitati di Gestione allargati ad altri enti, associazioni e cooperative. La Giunta regionale, con proprio provvedimento, in caso d’inerzia del Comune, può affidare la gestione della riserva naturale alla Provincia e può sostituirsi ad essa nel caso d’inerzia della stessa. Per gli interventi nelle riserve e per il loro funzionamento gli Enti gestori possono convenzionarsi con le associazioni i protezione ambientale, con Società e consulenti e Cooperative particolarmente qualificate in materia, con il Corpo Forestale dello Stato, con l’Università e con l’Istituto Zooprofilattico per l’Abruzzo e Molise “G. Caporale”.  Negli ultimi venti anni sono state istituite 25 riserve naturali regionali, mediamente una ogni anno, 13 sono le riserve guidate, 5 quelle controllate, 1 speciale, 1 orientata, 1 di interesse provinciale e 4 non classificate. Per quanto riguarda la distribuzione nel territorio 11 sono in ambienti di montagna, 6 in collina e 8 lungo la costa. Le riserve che tutelano gli ambienti umidi sono 8, i boschi 7, la spiaggia 5, le grotte 2, l’alta montagna 2 e i calanchi 1. Dieci riserve non superano 80 ettari, la più piccola è 28 ettari (Acquabella), la più grande 3164 ettari (Monte Genziana Alto Gizio). Nove riserve sono comprese in cento ettari di estensione, altre 9 tra i 100 e i 500 ettari, 2 tra 500 e 1000 ettari e 5 tra 1000 e 1500. Nove riserve sono senza un coordinamento di gestione, 7 hanno un direttore, 9 un coordinatore. Le riserve che hanno il Piano di Assetto Naturalistico approvato sono 12 su 25 e 13 hanno il centro di accoglienza dei visitatori.

 
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