Rinnovabili, i decreti uccidono eolico

Oggi un megawatt di una pala eolica vale 148 euro, domani 124 euro contro i 65-109 della Germania e i 91 della Francia

La revisione degli incentivi alle rinnovabili non lascia scampo, soprattutto all’eolico e il vero ‘capolavoro’ del provvedimento riguarda i certificati verdi: “il Gse non ha i soldi per pagare”.A tracciare il quadro della situazione è il presidente dell’Anev, Simone Togni che all’Adnkronos commenta: “gli interventi porteranno al fallimento del 75-85% degli impianti”. A far storcere il naso al settore è anche il modo in cui sono stati varati dal ministro Passera i due schemi di decreti ministeriali. Il governo, sottolinea Togni, “ci aveva assicurato che nella definizione degli incentivi avrebbe consultato le associazioni di categoria” ed invece non è stato così.

Le preoccupazioni maggiori però, riguardano il merito della riforma: “nelle premesse il governo intende superare gli obiettivi posti a livello comunitario ma, nel modo di operare, indica i livelli di incentivazione più bassi d’Europa, non semplifica la burocrazia e uccide la filiera italiana dell’eolico”.

Per capire meglio: oggi un megawatt di una pala eolica vale 148 euro, domani 124 euro contro i 65-109 della Germania e i 91 della Francia. “Mentre per le altri fonti gli incentivi restano comunque alti, l’eolico è l’unico settore che si adegua alla media europea con livelli inferiori ai 124 euro a megawatt indicati dal provvedimento”.A questa cifra, infatti, sottolinea Togni, “dobbiamo sottrarre i 2 euro a Mw che gli operatori devono versare al Gse e tra i 12 e i 15 euro a Mw previsti per compensare la non programmabilità del vento”.

“Una follia” commenta Togni. A questo poi si aggiunge “il taglio del 22% di tre mesi fa sul valore dei certificati verdi” e proprio su quest’ultimi “è stato fatto il vero capolavoro della riforma”. Lo Stato, spiega il presidente dell’Anev, “è in default e non ci sono i soldi per pagare a giugno chi ha maturato i diritti per i certificati verdi l’anno scorso”. Il provvedimento, conclude Togni, “grida vendetta e il non confronto denota la malafede”.

 
Condividi questo articolo: 




Altre Notizie