Crescita o decrescita sostenibile, il dilemma della green economy

Dopo le giornate veneziane che la settimana scorsa hanno chiamato a raccolta oltre 600 partecipanti da 47 Paesi del mondo, più di 70 relatori per altrettanti workshop, tutti concentrati sul tema della “decrescita”, ora a Roma è la volta degli ambientalisti pro-crescita, quelli dei Circoli dell’Ambiente che nella sala stampa della Camera dei Deputati hanno presentato il proprio manifesto, quello della “crescita sostenibile”.

I promotori della Conferenza internazionale sulla Decrescita, tra cui l’Università Iuav di Venezia, quella di Udine, Research & Degrowth, Arci, Kuminda – Diritto al cibo, Comune di Venezia, hanno esposto le proprie posizioni nel meeting veneziano che ha fatto seguito a quelli di Parigi e Barcellona; i Circoli dell’Ambiente lo faranno il 3 ottobre nella sala delle Colonne della Camera dei Deputati nel corso dell’incontro “Dalla crisi economica alla crisi ambientale”, ma già hanno espresso alcune delle proprie convinzioni, prima fra tutte quella di essere a favore di un “ambientalismo che non sia del no a prescindere”, spiega Iris Pellegrini, vice presidente dei Circoli dell’Ambiente.

E se il motto di Alexander Langer, padre italiano della decrescita non solo economica, è “Lentius, profundius, suavius” (più lento, più profondo, più dolce), quello dei Circoli dell’Ambiente è “sviluppo e progresso”. La Co2 è un falso problema e il nucleare non è un tabù per loro che, anzi, lo ritengono la “sorgente di energia che inquina di meno”, dice il presidente del comitato scientifico Giuseppe Quartieri.

Il nucleare “è una delle risposte più plausibili alla crescente domanda energetica, sebbene i dubbi che lo riguardano non siano da sottovalutare”, aggiunge Roberto Tortoli, vice presidente della Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.

Il manifesto per la crescita sostenibile propone “una visione scientifica dell’ambientalismo, un approccio diverso”, spiega Alfonso Maria Fimiani, presidente Circoli dell’Ambiente. “Diverso – aggiunge il senatore Andrea Fluttero, segretario della Commissione Ambiente al Senato – da quello politicizzato che abbiamo conosciuto finora e che ha fatto danni al Paese, e diverso dall’ambientalismo romantico alla ‘Salviamo il mondo'”.

Un “ambientalismo razionale – come recita il manifesto presentato oggi, immerso – nella visione sistemica e olistica della vita basata sulla metodologia galileiana”.

 

 

 
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