Dai finti invalidi agli asili insostenibili, i falsi miti dello stato sociale

Dall’Italia dei falsi invalidi agli asili nido che non ci possiamo più permettere fino ad arrivare alle cooperative sociali considerate parassite del settore pubblico. Sono solo alcuni dei falsi miti che ruotano intorno al welfare sociale del Bel paese, analizzati nel libro ‘Tra il dire e il welfare’ che descrive in parole ‘povere’, lo stato dell’arte del Welfare State in Italia. Il libro di Francesca Paini e Giulio Sensi edito per Altreconomia, si concentra proprio sul settore più trascurato dallo Stato e dove i tagli hanno effetti più drammatici.

I tagli che ci sono stati, spiega all’Adnkronos l’autore Giulio Sensi, ”hanno colpito principalmente aree del welfare che erano già sotto-finanziate mentre le aree che rappresentano una spesa elevata non sono state toccate”. A soffrire di più ”è l’assistenza nel campo delle non autosufficienze, della famiglia e maternità e della povertà dove la spesa è nettamente inferiore rispetto alla media europea e alle altre voci di spesa delle politiche di welfare. Il settore maggiormente penalizzato è quello della spesa sociale dei Comuni. Per i servizi vicini ai cittadini, la spesa italiana rappresenta infatti solo circa lo 0,4% del Prodotto interno lordo” a fronte del 26,6% circa dedicato alla spesa pensionistica e quella sanitaria.

Questo, sottolinea Sensi, ”non significa che bisogna tagliare le pensioni ma i dati segnalano un problema” quello di ”una popolazione che invecchia e di bisogni crescenti dal punto di vista sociale in una situazione economica sempre più stagnante”. Una situazione insostenibile sulla quale pesano anche alcune dicerie come ad esempio ”Non ci possiamo più permettere gli asili nido”. Dall’analisi emerge che a fronte di un servizio ancora largamente insufficiente a coprire le necessità potenziali della popolazione di bambini fra gli 0 e i 3 anni, i tagli ai fondi del sociale per i Comuni vanno a colpire anche gli asili nido che costano appena lo 0,09% del Pil.

C’è poi la questione dei falsi invalidi. ”A giudicarlo dai mezzi di informazioni, l’Italia è il Paese dei truffatori che si intascano le pensioni senza averne il diritto. Dal cieco che guida, all’infermo che si muove agilmente fra le vie cittadine. Nel 2009 le irregolarità nei controlli hanno rappresentato l’11,69%, ossia poco più di 20mila sui 200mila controlli. Di queste le revoche totali sono state 9.801, una cifra ”irrisoria dal punto di vista quantitativo”. Inoltre, si legge nel capitolo dedicato a ‘il welfare che non ti aspetti’, le persone che si sono viste in prima istanza revocare il trattamento, fanno spesso ricorso ed ogni anno esiste un contenzioso pari a circa 120mila pratiche.

In media l’Inps perde il ricorso nel 57% dei casi ed oggi ne sono giacenti ancora 400mila. La situazione attuale, dunque, ”è abbastanza complicata. E’ vero che non ci sono i soldi vorremmo dare l’idea che aldilà dei lamenti e dei tagli, ci sono realtà che si sono organizzate per far fronte ai bisogni dei cittadini”. Il libro racconta infatti storie inedite di welfare responsabile e quotidiano, che non guarda alla singola prestazione ma al benessere di tutta la società. Una ‘cura’ che viene definita ‘welfare di relazione’, i cui protagonisti sono i Comuni, le aziende, il Terzo settore e i cittadini .

Dal ristorante sociale al mutuo soccorso, dal microcredito alle cooperative antimafia: il libro racconta idee e buone pratiche che possono aiutare a estendere le protezioni del welfare e a rendere più equa la società. Se non si cambia rotta il rischio, conclude Sensi, ”è di arrivare al Welfare West, dove sopravvivono solo i più forti o i più abbienti”.

(Adnkronos)

 

 
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