Frana alle Cinque Terre sulla Via dell’Amore: quattro i feriti, due gravi

UPDATE: Il Comune di Riomaggiore ha chiuso il primo tratto del sentiero n.2 del CAI. L’ordinanza d’interdizione del transito pedonale entra in vigore da ora e fino a data da destinarsi per preservare la pubblica incolumità.

Frana alle Cinque Terre sulla Via dell’Amore (si ringrazia per la foto il quotidiano Città della Spezia): quattro i feriti, di cui due gravi. È avvenuto questa mattina, non molto distante da Riomaggiore (La Spezia): un costone di roccia si è staccato dal versante dopo una notte di pioggia intensa. La caduta di pietrisco, avvenuta prima di una galleria, per cause ancora da accertare, ha colpito quattro donne che transitavano nel tratto di strada sottostante. Tutti e quattro turisti australiani di giovane età: tre donne ed un uomo.

Due di loro, secondo quanto riporta Il Secolo XIX, non hanno riportato ferite preoccupanti e sono stati immediatamente tratti in salvo. Gli altri due, invece, versano in condizioni più gravi e sono stati portati uno all’Ospedale Sant’Andrea di La Spezia e l’altro al San Martino di Genova in elicottero.

Sul posto sono immediatamente accorsi gli operatori del 118, i Vigili del Fuoco, gli uomini del Soccorso Alpino e le Forze dell’Ordine. La Via dell’Amore è uno dei luoghi più suggestivi del Parco nazionale delle Cinque Terre, un posto molto frequentato dai turisti, la celebre passeggiata a picco sul mare collega Riomaggiore e Manarola. La frana, secondo Battistella del Soccorso Alpino, interpellato da Il Secolo XIX, è stata di notevole entità, ha colpito direttamente le persone che transitavano al di sotto e ha divelto alcune staccionate, con una persona sbalzata sopra il dirupo di circa cento metri.

La caduta di pietrisco, scrive Il Secolo XIX, ripropone in modo drammatico il problema della fragilità delle nostre terre, che si affacciano a precipizio sul mare: le rocce sono oggettivamente fragili, e la terra che le ricopre è spesso opera di “riporto”, effettuata dall’uomo per ricavare spazi coltivabili. Sono nati così anche i famosi terrazzamenti a vigneto delle Cinque Terre.

Pubblicato il 24 set 2012 da AlterEco

 
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