la “Carta del Sole”, Le imprese scelgono il termodinamico

Patto tra territorio e aziende per sviluppare una fonte più “pulita”,rinnovabile e con un potenziale alto. E si punta tutto sulla Sicilia

roberto giovannini

Ormai lo abbiamo capito: per i nostri bisogni di energia elettrica dobbiamo scommettere sulle fonti energetiche rinnovabili. Adesso sono un po’ più costose dell’elettricità di origine fossile, ma grazie alla ricerca e alle economie di scala diventeranno sempre più convenienti. E a parte il fatto che non ci sono alternative, alcune filiere tecnologiche rinnovabili hanno il vantaggio di essere “italiane” e in grado di produrre energia ma anche posti di lavoro.

E’ il caso del solare termodinamico: una fonte rinnovabile basata sulla concentrazione del calore prodotto dal sole, che riscalda acqua ad altissime temperature (vedi se vuoi Wikipedia). Una fonte continua, in grado di produrre energia anche di notte, su misura per un paese come l’Italia, soprattutto al Sud, che potrebbe dare lavoro a una grande quantità di persone in fase di costruzione e di funzionamento. Inoltre, è una tecnologia tutta italiana su cui il nostro paese ha attualmente un vantaggio competitivo.

E ieri a Palermo è stata firmata la “Carta del Sole”, un patto tra territorio e impresa per sviluppare questa fonte “pulita”. La firma è stata posta in occasione del convegno “Sicilia, l’isola del Solare termodinamico” organizzato da Anest (Associazione nazionale energia solare termodinamica) e Fred Sicilia (Forum regionale per l’energia distribuita) in partnership con Confindustria Sicilia e Fondazione Sicilia.

La Sicilia è un luogo ideale per questa filiera industriale: i livelli di insolazione superano di quasi un quarto la media italiana e in linea teorica basterebbe un impianto di un chilometro quadrato di superficie per soddisfare le esigenze elettriche domestiche di oltre 20.000 famiglie. In più, in Sicilia (da Priolo a Noto, da Catania a Gela) sono già attivi o in costruzione gli unici impianti italiani.

«E’ uno degli assi nella manica del sistema Italia – ha commentato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – brevetti e tecnologia, oltre a un altissimo indice di insolazione, ci forniscono incredibili condizioni di partenza per diventare il paese europeo a più alto sviluppo di questa tecnologia rinnovabile innovativa». Per il presidente di Anest Gianluigi Angelantoni, «il potenziale del solare termodinamico è altissimo. L’obiettivo del piano energetico nazionale presentato nel 2011 è di 600 megawatt: il suo raggiungimento darebbe occupazione a 18.000 persone in fase di costruzione e a 600 in fase di gestione». Infine, il commissario dell’Enea Giovanni Lelli ha ricordato che la tecnologia del solare a concentrazione, sviluppata dall’Enea, «ha portato alla realizzazione della prima centrale termodinamica al mondo che utilizza sali fusi con funzione sia di trasporto del calore che di accumulo termico».

fonte:lastampa.it

 
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