Lav sostiene il manifesto della sostenibilità della Camera della Moda Italiana

Ma per l’associazione animalista resta ancora da abolire l’uso di pellicce, pelli, seta e lana

La Lega Anti Vivisezione promuove lo sforzo della Camera Nazionale della Moda Italiana, che proprio ieri ha approvato

il “Manifesto della sostenibilità per la moda italiania”.

Il documento prevede l’utilizzo di materie sostenibili e l’uso di sostanze naturali nella lavorazione degli stessi, la riduzione di rifiuti e scarti, la promozione dell’uso di materiali riciclati; infine la diminuzione di emissioni inquinanti dovute all’uso di sostanze chimiche.

«La definizione di linee guida e benchmark per le scelte strategiche e operative in chiave di sostenibilità e responsabilità sociale, è indubbiamente un valore aggiunto della realtà italiana nel settore moda», commenta Simone Pavesi, responsabile Lav per le Campagne Pellicce. Un documento, dunque, «assolutamente condivisibile in ogni sua specifica».

L’unico neo sollevato dalla associazione animalista riguarda la storica battaglia contro le pellicce, infatti sostiene Pavesi, «ci si trova davanti ad un paradosso, in quanto è dimostrato scientificamente che la produzione di pellicce lede gravemente il benessere animale».

Inoltre, specifica il responsabile, come la stessa produzione di pellicce risulti energicamente più dispendiosa rispetto alla produzione di materie sintetiche.

Ma non solo l’uso delle pellicce viene criticato dall’associazione: secondo la Lav, l’utilizzo di piume, seta, lana e pelli implica lo sfruttamento degli animali, che per sostenere gli odierni ritmi di produzione vengono allevati attraverso una metodologia intensiva.

 
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