Sangue e avorio: possiamo fermare questa strage?

Migliaia di elefanti muoiono ogni anno perché dalle loro zanne si possano ricavare oggetti sacri. Possiamo fermare questa strage?

Un’inchiesta esclusiva nel numero di ottobre di National Geographic Italia, in edicola il 29 settembre, getta luce sui legami fra il massacro di migliaia di elefanti africani e la domanda di avorio destinato al mercato di oggetti religiosi. Il giornalista investigativo Brian Christy svela la complicità – attiva o inconsapevole – nel traffico illegale di avorio da parte di rappresentanti della Chiesa cattolica nelle Filippine, e di monaci e fedeli buddhisti in Thailandia e in Cina.

Il Vaticano ha firmato accordi internazionali che riguardano il traffico di droga, il terrorismo e il crimine organizzato, ma non ha sottoscritto la messa al bando globale dell’avorio prevista dalla CITES, l’organizzazione che presiede all’accordo per il commercio internazionale della fauna selvatica.

Dall’articolo di Brian Christy sul numero di National Geographic Italia di ottobre 2012, in edicola dal 29 settembre:

In Camerun, nel gennaio del 2012, un centinaio di uomini a cavallo provenienti dal Ciad ha fatto irruzione nel Parco nazionale di Bouba Ndjida e ha ucciso centinaia di elefanti.

È stata una delle stragi più efferate da quando, nel 1989, è entrato in vigore il trattato internazionale che vieta il commercio dell’avorio. Armati di kalashnikov e lanciarazzi, i bracconieri hanno sterminato intere famiglie di elefanti con precisione militare. Poi alcuni di loro si sono fermati per la preghiera ad Allah. Vista dal basso, ogni carcassa di elefante è un monumento all’avidità umana. I dati sulla caccia di frodo e sui sequestri di avorio indicano che negli ultimi anni la situazione è molto peggiorata. Anche a osservarli dall’alto, quei corpi sparsi qua e là compongono una scena insensata nella sua crudeltà: si capisce che alcuni animali stavano fuggendo, che le madri hanno tentato di proteggere i loro piccoli e che in un punto è stato abbattuto un branco di 50 animali. Sono gli ultimi, in ordine di tempo, delle decine di migliaia di elefanti uccisi ogni anno in tutta l’Africa.

Leggi anche il comunicato: National Geographic indaga sul traffico internazionale dell’avorio

Nella foto: alcuni degli ultimi elefanti con grandi zanne vivono nello Tsavo, in Kenya. Al mercato nero locale, una sola zanna di questa grandezza vale circa 5.000 euro, 10 anni di paga per un operaio keniano non qualificato.

 
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