“Con la forchetta si può ‘votare’ ogni giorno, attraverso scelte consapevoli”

I cibi cambiano il mondo. Come? Basta essere consapevoli del fatto che con la forchetta si può ‘votare’ ogni giorno, attraverso scelte consapevoli. Ne è convinto il presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese, che all’Adnkronos racconta la sua visione in vista del taglio del nastro del Salone del Gusto e Terra Madre (25-29 ottobre, Lingottofiere). “Per prima cosa, Slow Food ha fatto diventare il cibo un fenomeno di costume, ora lo facciamo diventare argomento di riflessione – spiega Burdese – il prossimo passo è fare in modo che la gente comprenda quali sono gli ‘atti agricoli’ che possono contribuire al cambiamento: con la nostra forchetta possiamo votare scegliendo una cosa piuttosto che un’altra”.

Un esempio? “Scegliere di consumare meno carne e più legumi non solo fa bene alla salute, ma aiuta l’ambiente perché l’allevamento è uno dei principali responsabili dell’impatto ambientale”, spiega Burdese. Non solo, ma attraverso il cibo è possibile leggere la realtà che ci circonda, dai modelli di sviluppo ai cambiamenti climatici. “Oggi un miliardo di persone soffre la fame e contemporaneamente un miliardo e 600 mila persone soffre di malattie legate all’eccesso di nutrizione; secondo le Nazioni Unite, i cambiamenti climatici sono determinati da una serie di fattori legati all’attività dell’uomo, tra cui il sistema alimentare che, tra produzione, trasformazione e consumo di cibo, è tra i principali responsabili delle emissioni di Co2. D’altra parte, però, l’agricoltura è la prima a soffrire dei cambiamenti climatici e anche la speculazione finanziaria agisce sul settore agricolo”.

Insomma, il cibo “è la lente del mondo e della società”. Una lente attraverso la quale sono chiamati a guardare tutti coloro che parteciperanno al Salone del Gusto e Terra Madre, le due manifestazioni per la prima volta riunite in un solo evento, “evento che ho sentore avrà successo”, sottolinea Burdese, perché “poco alla volta le persone si stanno accorgendo che il cibo è il punto di partenza: lo dimostra il proliferare di orti che, sebbene non siano la soluzione ai problemi, sono il segno di una ritrovata attenzione”. D’altra parte, “per occuparsi di cibo non bisogna essere necessariamente degli esperti: tutti mangiamo e tutti dobbiamo occuparci di alimentazione”.

Obiettivo della manifestazione è di tenere fede al vecchio motto di Slow Food: diritto al piacere. “Vorremmo che la gente capisca che cambiare il mondo a partire dal cibo è, oltre che utile e giusto, anche divertente e gustoso”, spiega Burdese. E questo vale anche per gli espositori, ovvero i produttori, chiamati a prendere coscienza di essere “difensori non solo del gusto, ma anche dell’ambiente”. E a proposito di ambiente, coerentemente con questa vocazione Terra Madre ha iniziato a riflettere nel 2006 su come ridurre l’impatto ambientale della manifestazione.

Quest’anno l’obiettivo è di tagliare del 70% le emissioni riducendo i materiali utilizzati (ad esempio i programmi non vengono stampati ma gli è stata dedicata un’apposita App e un ricco sito), allestendo gli stand con materiali riciclati e riciclabili, spingendo al massimo la raccolta differenziata (la carta riciclata sarà utilizzata per le prossime pubblicazioni Slow Food), mentre agli espositori sono state fornite delle linee linee guida su come imballare e trasportare i propri prodotti.

“A loro è dedicato il premio Slow pack, riconoscimento che premierà i packaging migliori”, aggiunge il presidente di Slow Food Italia. Tutto questo in una manifestazione che raddoppia grazie al gemellaggio: “i Paesi espositori diventano 100, praticamente raddoppiano rispetto all’anno scorso, e ci saranno oltre 15mila mq aperti al pubblico in più. Di fatto, senza investire di più e in un’ottica di decrescita, abbiamo una manifestazione più grande e più ricca di due anni fa”.

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