Patti Smith preoccupata per la salute del Pianeta ma “le persone hanno ancora il potere”

Patti Smith in un’intervista rilasciata a Marie Claire, in edicola oggi, si dice preoccupata dalla stato di salute del Pianeta. A suscitare maggiore ansia alla cantante non è tanto quanto sta accadendo alla Terra, i cambiamenti climatici e i disastri ambientali, quanto l’indifferenza di gran parte dei Governi nei confronti di queste catastrofi: Siamo ossessionati dalla sicurezza, sicurezza, sicurezza. Ma non mi sembra che tra le priorità dei potenti ci sia attenzione per ciò che può farci stare davvero al sicuro: la tutela del Pianeta.

Negli anni Ottanta Patti Smith cantava People have the power. Oggi abbiamo ancora il potere di cambiare le cose ma soltanto se restiamo uniti e facciamo della nostra piccola grande libertà decisionale un fronte compatto insieme ad altri che come noi vogliono fare qualcosa di concreto per obbligare grandi industrie, piccole aziende, politici locali e nazionali a mettere al centro della loro agenda, in cima ai principi del loro sistema produttivo il rispetto per l’ambiente, la tutela della salute del consumatore, le esigenze di vivibilità dei cittadini.

Non si ci si può sottrarre alla protesta, spiega la Smith. Basta essere tutti insieme: la chiave è nell’unità. Siamo considerati come numeri? Rispondiamo con i numeri. Se i 28 milioni di persone su Twitter decidessero di fare uno sciopero, di boicottare o non consumare un determinato prodotto, le conseguenze sarebbero pesanti. Possiamo trasformarci in tanti Gandhi moltiplicati.

Un messaggio di speranza che apprezziamo: il potere oggi è ancora delle persone, della capacità di rinsaldare le maglie della rete, di orientare il mercato verso metodi produttivi più sostenibili. Chi subisce i danni dei cambiamenti climatici, gli effetti dell’inquinamento, l’impatto di nutrienti di scarsa qualità sull’organismo ha il diritto di pretendere il cambiamento dai burattinai che stanno mettendo a rischio l’equilibrio del Pianeta per una ricchezza violenta, sfrenata, senza vie d’uscita. Non barattiamo la salute dell’umanità e della terra per ingozzare i soliti noti. Diamo sostentamento e linfa al piccolo, al locale, al virtuoso, alle risorse naturali ed umane. Soltanto così potremo uscire da questo degrado ambientale e civile. Abbiamo il potere di sognare, di dettare le regole, di lottare per cacciare dal mondo i folli.

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