Andrea Bertaglio racconta la sua “Generazione decrescente”

Quella di chi oggi ha trenta-quarant’anni è la prima generazione che non avrà di più dei propri genitori. Ma non avere di più, non significa non potere fare di più, né tanto meno non avere di meglio. Del resto è proprio questa generazione a parlare con convinzione di sostenibilità o decrescita, sia per una visione diversa della vita e del mondo, sia perché la limitatezza delle risorse appare particolarmente minacciosa per chi ha più anni da trascorrere su questo piccolo pianeta.

Ciò non significa ripudiare il «progresso» o rifiutare quanto abbiamo, ma diventare consapevoli del fatto che non si può più produrre, consumare e sprecare come si è fatto finora.

Andrea Bertaglio è tra i portavoce nazionali del Movimento per la Decrescita Felice e in questo libro parte dall’esperienza personale per riflettere sulla sua generazione e sui motivi che lo hanno portato sulla strada della decrescita. Il volume traccia una storia del Movimento, riporta alcuni esempi di scelte di vita “decrescente”, sfata alcuni miti e molti scetticismi rispetto alla decrescita.”Generazione decrescente” immagina una vita nuova e diversa, soprattutto sostenibile. Qualche esempio? L’Università del Saper Fare (Unisf), nata dall’attività sul territorio dei Circoli del Movimento per la Decrescita Felice e attiva dal 2009, si propone di recuperare capacità e saperi caduti nel dimenticatoio negli ultimi decenni. generazione-decrescente-riflessione-semi-autobiografica-sul-mondo-che-e-e-che-potra-essere-libro-65252

Un’università composta da gruppi di persone che, in tutta Italia, vogliono imparare a fare cose semplici per migliorare la propria quotidianità, attraverso l’autoproduzione di beni alimentari, dal pane al formaggio, imparando a riparare o modificare i vestiti invece di buttarli via, mettere mano all’impianto elettrico, aggiustare il rubinetto o la bicicletta. E ancora, a Pescomaggiore, paesino alle porte de L’Aquila, in cima a una collina sorge l’Ecovillaggio autocostruito (Eva) abitato da un gruppo di ragazze e ragazzi che da qualche anno affrontano insieme non solo la crisi, ma anche la necessità di dover lasciare la propria casa a seguiro del terremoto. L’eco-villaggio di case di paglia nasce grazie alla manodopera offerta dai cittadini e ai materiali del territorio.

Dal 19 settembre il volume pubblicato da edizioni L’Eta’ dell’Acquario

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