Siria:le armi non sono la soluzione,organizzazioni arabe scrivono a Obama e Putin

Un tavolo negoziale che abbia al centro la richiesta di un immediato cessate il fuoco in tutta la Siria, da parte di Governo e opposizione, è quanto le 250 organizzazioni chiedono a Obama, Putin e a tutta la comunità internazionale, condizione necessaria per garantire una soluzione politica al conflitto.

Entro la fine dell’anno, 13-14 milioni di persone saranno colpite da questo conflitto, un quarto dei quali profughi in Libano, Giordania e in altri paesi confinanti – si legge nella lettera – chiediamo con urgenza alla comunità internazionale, e particolarmente ai presidenti di USA e Russia, di adottare tutte le misure necessarie per trovare una soluzione politica e fermare lo spargimento di sangue in Siria”.

Dichiarazione di Maurizia Iachino, Presidente di Oxfam Italia  

“Sosteniamo con convinzione le richieste provenienti dalle organizzazioni della società civile araba, perché crediamo sia necessario trovare una soluzione politica a questa crisi. Condanniamo con forza l’uso di armi chimiche, l’uccisione indiscriminata di civili, le violazioni dei diritti umani. L’intervento armato non offrirà soluzioni, ma aggraverà una situazione che è già drammatica, come testimoniano i nostri operatori e partner impegnati da mesi nei campi profughi. La sofferenza umanitaria in Siria è enorme: più di 100.000 morti a oggi e quasi 2 milioni di rifugiati. Apprezziamo l’impegno del nostro Governo diretto a evitare un attacco armato unilaterale, e incoraggiamo ogni suo sforzo anche in Europa. Agli altri leader del mondo, che si riuniranno al G20 la prossima settimana, chiederemo di rilanciare con urgenza il processo di pace”.

La Lettera delle associazioni

Come organizzazioni della Società civile araba che operano in tutto il Medio Oriente, esprimiamo grande preoccupazione per la situazione siriana che peggiora di giorno in giorno. Chiediamo con urgenza alla comunità internazionale di mettere da parte le differenze e dare inizio a un processo negoziale credibile e inclusivo.La crisi siriana rischia di destabilizzare l’intera regione mediorientale e se il conflitto proseguirà, entro la fine dell’anno saranno 13 o 14 i milioni di persone colpite. Un quarto di queste persone sarà in Libano, Giordania e in altri paesi, la cui pace è minacciata dalla crisi in Siria.

Adottare misure efficaci e concrete ora per trovare una soluzione politica e fermare lo spargimento di sangue, potrebbe garantire la pace in Siria oggi, e nell’intera regione domani. Per questo facciamo appello alla comunità internazionale – e in particolare a Stati Uniti e Russia – affinché spingano tutte le parti in conflitto a sedersi a un tavolo di pace giusta e sostenibile.

Il negoziato dovrebbe avere al centro: un immediato cessate il fuoco in tutta la Siria, da parte di Governo e opposizione, con il chiaro obiettivo di prevenire ogni forma di violenza sui civili e sugli operatori umanitari; consentire ai civili di ricevere la necessaria assistenza umanitaria; abolire ogni divieto di spostamento di uomini e merci. Ciò potrebbe andare a rafforzare il cessate il fuoco che le comunità locali stanno già negoziando. Solo con un immediato cessate il fuoco si possono gettare le basi per la pace, evitando un escalation del conflitto e ulteriori sofferenze per le persone.

L’appello a tutte le parti coinvolte di assicurare un negoziato di pace reale con un Ginevra 2; questa conferenza è un punto di partenza essenziale per arrivare a una soluzione politica. Principale obiettivo deve essere un piano per il futuro della Siria, da adottare come road map. Un processo di pace trasparente e inclusivo, che garantisca l’adeguata rappresentanza di uomini e donne di tutte le diverse comunità della Siria, delle voci della società civile. Solo questa può essere la chiave, per arrivare a costruire una pace in cui tutti i siriani possano avere una parte. La comunità internazionale ha la responsabilità di fare tutto il possibile per evitare un escalation del conflitto e di non compiere azioni che possano compromettere la spinta alla pace.

Non c’è più tempo, i siriani soffrono da troppo tempo. Come voci del mondo arabo siamo solidali con i nostri fratelli e sorelle in Siria. Come organizzazioni del mondo arabo, chiediamo alla comunità internazionale, e soprattutto a USA e Russia, di dimostrare la loro forte leadership per portare la pace in Siria e in tutta la nostra regione.

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