Premio Sakharov a Malala,ora il Nobel per la Pace

Malala è “una ragazza eroica” e il premio Sakharov è stato “deciso all’unanimità”, ha detto il presidente dell’europarlamento Martin Schulz annunciando la scelta.

Candidata anche al Nobel per la Pace, alla giovane pachistana è andato il riconoscimento del Parlamento Europeo

Le sarà consegnato ufficialmente il 20 novembre a Strasburgo.

La Conferenza dei presidenti ,l’organo del Parlamento europeo che riunisce i capigruppo, ha deciso senza alcun dubbio di onorare questa ragazza della Valle dello Swat in Pakistan, per il suo coraggio di andare a scuola. Ha incoraggiato le altre ragazze ad andare con lei a scuola in un ambiente ostile, mentre era minacciata di morte dai talebani. Fortunatamente è sopravvissuta ai colpi che quei criminali le hanno sparato. Il suo è un esempio: andiamo a scuola, non facciamoci intimidire, pretendiamo i nostri diritti di ragazze, donne, ad essere rispettate.

Assegnato ogni anno dal 1988, il premio – che porta il nome dello scienziato e dissidente sovietico Andrej Dmitrievic Sacharov – è destinato a personalità o organizzazioni che abbiano dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali. L’anno scorso è stato attribuito all’avvocatessa iraniana Nasrin Sotoudeh e al regista de “Il cerchio” (2000), anche lui iraniano, Jafar Panahi.

Il suo discorso alle Nazioni Unite,dove in occasione del suo compleanno, il 12 luglio, ha rivolto un messaggio ai talebani, che “pensavano di zittirmi con una pallottola, ma non ci sono riusciti”. E un appello al mondo: “Un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare il mondo. Impugniamo i nostri libri e le nostre penne, che sono loro le nostre armi più potenti – ha aggiunto, parlando a centinaia di studenti presenti all’Assemblea – il 9 ottobre mi hanno sparato al lato sinistro della testa e pensavano che le pallottole potessero zittirmi. Ma non ci sono riusciti”.

Ma i talebani sono contrari. Per loro Malala Yousafzai “non ha fatto nulla” e non merita il prestigioso premio. “I nemici dell’islam la premiano perché ha lasciato l’Islam ed è diventata laica”, ha dichiarato Shahidullah Shahid, portavoce del Tehreek-e-taliban pakistan (Ttp), mentre la 16enne, che ora vive a Birmingham, dopo il premio assegnato dal Parlamento europeo, domani potrebbe ricevere anche il premio Nobel per la Pace. “Viene premiata perché lavora contro l’islam. La sua lotta contro l’Islam è uno dei motivi pricipali della sua premiazione”, ha aggiunto, ribadendo ancora una volta la minaccia del Ttp, fatta più volte negli ultimi mesi, di uccidere la ragazzina che vuole studiare “anche in America o nel Regno Unito”.

Malala fu ferita da un proiettile il 9 ottobre del 2012. Tornava da scuola e aveva 15 anni. Un miliziano dei talebani la colpì al collo e alla testa. Il mezzo fu fermato, il miliziano salì sul bus e domando: “Chi è Malala?”. Nessuno rispose, ma gli sguardi si concentrarono su quella bambina che, da anni, raccontava come una fatwa impedisse alle bambine e alle ragazze di studiare. Insieme a lei furono ferite anche due sue compagne di scuola, Sacia Ramzan e Kainar Riaz, in modo meno grave. Ricoverata all’ospedale Queen Elizabeth di Birmingham, in Gran Bretagna, è stata dimessa solo l’8 febbraio scorso.

A marzo è potuta tornare a scuola, la Edgbaston High School di Birmingham. Da allora il suo impegno a favore dell’istruzione femminile ha subito un’accelerazione. Ha scritto un libro, le sue memorie intitolate ‘I’m Malala’, uscite in occasione del primo anniversario dell’attentato contro di lei.

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