Salute, margarine vegetali potenzialmente cancerogene

Ha un nome impossibile da ricordare il contaminante che sembra essere presente nelle margarine vegetali: 3-monocloropropano-1,2-diolo,utilizzato in una vastissima gamma di prodotti anche biologici, la margarina viene ritenuta a torto una valida alternativa al burro perché meno grassa. Ma è il tipo di grasso che contiene a metterla sotto accusa da parte dell’Autorità Europea per la sicurezza alimentare. La sostanza in questione, chiamata anche 3-MCPD per brevità, si sviluppa nella produzione di alimenti che contengono grassi e sale. Nota dagli Anni ’70, è stata definita come potenzialmente cancerogena dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc). La dose giornaliera che la mantiene all’interno di un margine accettabile di sicurezza è di due microgrammi per chilo corporeo, ma si tratta di un limite ampiamente superato nella quotidianità.

I reni sono gli organi più colpiti.Uno studio condotto per due  anni sui ratti, ha fissato una dose giornaliera ammissibile di 3-MCPD: fino a due microgrammi per chilo di peso corporeo. Una dose che pare non essere rispettata da alcune fasce della popolazione, come è emerso per la prima volta nell’analisi recente che l’Efsa ha condotto a tappeto su tutti i suoi Stati membri per due anni (2009-2011) e un totale di 1235 risultati: calcolando i valori medi di 3-MCPD in 11 gruppi alimentari e 34 sottogruppi per diverse fasce della popolazione.

É stato quindi scoperto che il 3-MCPD è a livelli quasi trascurabili nella maggior parte dei gruppi alimentari, ma è ai livelli alti tra i “grassi e oli vegetali-animali. Si trova in particolar modo nelle margarine vegetali e affini, a cui è dovuto il 70% dell’assunzione del contaminante, e nei “grassi e oli vegetali”, a cui è dovuto il 28% dell’assunzione ad eccezione dell’olio di noci. Tale assunzione è risultata al  di sotto dei livelli raccomandati per la maggior parte della popolazione europea, tranne che per alcuni gruppi: i bambini da 1 a 3 anni e gli anziani oltre i 64 anni di età. Dunque per tali fasce di popolazione sarebbe potenzialmente cancerogeno il consumo abituale di prodotti contenenti margarina, largamente usata nell’industria alimentare. In particolare per prodotti da forno dolci e salati, e il consumo di prodotti contenti oli e grassi vegetali, non meno diffusi.

Del resto, malgrado la sua diffusione, la margarina è comunque peggiore del burro e fortemente sconsigliata in quanto ha un rilevante contenuto di grassi trans nocivi alla salute. Peraltro è sconsigliata anche quando si tratta di “margarina vegetale non idrogenata”, e contiene meno grassi trans giacché ottenuta per “frazionamento”: si può trovare ad esempio nei prodotti biologici. In conclusione tale analisi è la prima a mettere in evidenza gli aspetti tossicologici del 3-MCPD su larga scala. Anche se non è del tutto esauriente, dato che il contaminante non è facile da rivenire nelle sue varie manifestazioni: infatti può essere rilasciato anche dagli esteri, e le conoscenze sulla presenza e tossicocinetica/tossicità sono davvero scarse. Pertanto L’Efsa raccomanda lo sviluppo del sistema analitico che misura i livelli di esposizione del 3-MCPD sulla popolazione, anche esortando l’industria alimentare a fornire dati.

 
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