Orlando,serve una Blue economy che generi profitto rispettando l’ambiente

Tutela e valorizzazione del mare.Serve una strategia a salvaguardia dell’ambiente marino ma che possa offrire occupazione.A lanciare la sfida è il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, intervenendo ad una tavola rotonda sulla ‘Strategia europea per la crescita blu, condizioni per una blue economy’ organizzato da Federpesca e dalla Federazione del mare, a cui ha partecipato anche il commissario Ue agli affari marittimi e alla Pesca, Maria Damanaki.

Le attività economiche che dipendono dal mare, ha spiegato il ministro, impiegano circa 5,4 milioni di persone in Europa e generano un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno. Nonostante ciò, gli oceani, i mari e le coste presentano ancora un ampio potenziale inutilizzato in termini di crescita, occupazione, ambiente. Serve quindi “una politica integrata a lungo termine” che consenta di “aumentare la competitività internazionale dell’Unione Europea, creare nuovi posti di lavoro”. Orlando ha spiegato che “il mare è oggetto di politiche importanti ma troppo spesso sottovalutate anche in settori delle istituzioni”. blu-economy

Serve da un lato la partecipazione di tutti gli attori coinvolti e dall’altro cogliere anche le opportunità del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (approvato a fine ottobre) che mette a disposizione 6,5 miliardi di euro, che dovranno essere utilizzati anche per diversificare le economie costiere e supportare i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile. “La gestione dei sistemi di pesca deve rappresentare uno dei fondamenti dello sviluppo della blu economy nel nostro Paese – ha detto Orlando – che garantisca la conservazione della biodiversità marina e offra occasioni di ripresa al settore ittico, invertendo il trend di perdita di lavoro e di reddito” e accresca la competitività.

La concorrenza per lo spazio marittimo è molto forte e occorre tener conto anche degli interessi divergenti nella stessa area: fra l’estrazione di petrolio, cioè la brown economy, e un parco eolico offshore, che è green economy; o ancora, tra i trasporti marittimi, la pesca, la lotta all’erosione delle coste e la protezione degli ecosistemi.

Cristina Martelli

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