Allarme gelo in Italia,in arrivio i “giorni della merla”

Sta puntando sull’Italia una perturbazione artica,le temperarture scenderanno decisamente sotto zero in tutto il Nord e il Centro-Nord, in prossimità dei giorni della merla di fine gennaio, freddissimi secondo tradizione. Il clou del vortice polare è previsto per mercoledì, il girono della «grande neve», anche in pianura (e anche a Milano). Da venerdì prossimo, però, la colonnina di mercurio dovrebbe rialzarsi.

I meteorologi prevedono un primo, sensibile cambiamento già tra lunedì e martedì, quando aria fredda polare marittima dal Nord Atlantico farà irruzione nel Bacino del Mediterraneo alimentando una prima perturbazione a cui seguirà la formazione di un vortice ciclonico. Lunedì sera la perturbazione dalle regioni centrali si porterà sull’Emilia Romagna e sul Triveneto, e la neve cadrà a quote basse sull’Emilia e sulle Alpi, e nella notte fino in pianura su Bologna, sul Veneto e in Trentino Alto Adige.

Dopo una breve tregua, mercoledì giungerà una forte perturbazione e la neve cadrà copiosa al nordovest fino in pianura: previsti abbondanti centimetri di neve su Torino, Milano, anche sull’Emilia occidentale e successivamente su tutto il Veneto.

La neve continuerà a cadere copiosa anche giovedì al Nordovest, sull’Emilia e sulle Alpi, e sarà proprio l’Emilia occidentale e in particolare il piacentino ad avere il carico nevoso più copioso, sui 20cm in 48 ore. Venerdì, invece, i venti di scirocco gradualmente faranno innalzare le temperature. E nelle grandi metropoli del Nord pioverà: la neve dovrebbe quindi essere passeggera.

E l’ondata di freddo rischia di essere pesantissima per i coltivatori, sostiene la Coldiretti: verdure e ortaggi soffriranno il brusco abbassamento della temperatura previsto per i giorni della merla di fine gennaio. A rischio ci sono le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli. L’arrivo del maltempo preoccupa i territori colpiti dalle violente manifestazioni temporalesche che hanno provocato frane e alluvioni a partire dalla Provincia di Modena dove – sottolinea la Coldiretti – i vigneti di lambrusco doc e le pere Igp devono tornare all’asciutto per scongiurare l’asfissia delle radici e la morte delle piante e si sta lavorando per ripulire case, magazzini, macchinari e stalle dal fango. L’andamento anomalo del mese di gennaio conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano proprio – conclude la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e un maggiore rischio per gelate tardive.

 

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie