Caccia alle balene,Sea Shepherd intercetta 5 navi mattatoio giapponesi

Continua la caccia alle balene,Sea Shepherd intercetta cinque navi giapponesi a caccia all’interno del santuario protetto attorno all’Antartide.

A denunciarlo gli ambientalisti di Sea Shepherd, che attraverso un filmato raccapricciante messo in rete,si vedono carcasse di balenottere allineate sul ponte della nave nipponica.

Una con l’arpione ancora conficcato su un fianco, e una già scuoiata, smembrata e dissezionata, i cui blocchi di carne vengono trascinati in giro sul ponte della nave dagli operai in un lago di sangue, mentre le interiora vengono gettate nelle acque dell’Oceano.

Bob Brown, presidente di Sea Shepherd, la cui flotta ambientalista ogni anno, con l’arrivo dell’estate antartica, inizia a “dare la caccia” alle baleniere giapponesi,definisce l’accaduto “uno spettacolo cruento, sanguinoso e medievale”. Nel filmato oltre “alla nave mattatoio” giapponese Nisshin Maru, ne sono state riprese altre cinque nella zona del Mare di Ross, che al momento si starebbero allontanando dalla zona,inseguite a distanza dalle navi della flottiglia di Sea Shepherd.

La caccia alle balene, in base a una moratoria raggiunta da tutti i Paesi, è proibita nel santuario antartico.Un’area di 31 milioni di miglia quadrate attorno alle coste dell’Antartide in base alla International Whaling Convention del 1994, alla quale il Giappone aderisce. La convenzione consente però ai Paesi membri di praticare la caccia ai cetacei in piccole quantità per ragioni scientifiche, che Tokyo adotta per giustificare un’attività che i giapponesi asseriscono essere perfettamente legale e in linea con le convenzioni.

Il ministero degli Esteri giapponese – citato dal sito dell’indonesiana Channel NewsAsia – sostiene che la caccia per scopi scientifici non viola la convenzione internazionale né usa sotterfugi, che anzi, “si tratta di un diritto legittimo garantito dall’art.8 dell’Iwc” e afferma di ignorare l’esistenza di “aree protette”. Un mese fa Tokyo ha dichiarato di aver concesso alle baleniere nipponiche il permesso, su questa base, di cacciare nell’Oceano antartico, dove i cetacei emigrano d’estate in cerca di cibo, fino a un massimo di 935 balenottere antartiche, 50 megattere e 50 capodogli, arrivando però ad ucciderne solo 103. Il tutto a beneficio della sola scienza. Ma i detrattori della baleniere nipponiche sostengono che l’olio di balena, ottenuto dal grasso, venga in realtà usato largamente nell’industria cosmetica e che la carne sia considerata così pregiata sulle tavole in Giappone da essere venduta a 4.000 yen,circa 30 euro l’etto.

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