E ora i ghiacci dell’Antartide catturano la rompighiaccio cinese che ha soccorso la nave russa

Evacuati tutti i passeggeri, tra turisti e ricercatori, della nave russa incagliata, ora sembra rimasta catturata nei ghiacci la nave cinese da cui è partito l’elicottero che ha realizzato l’operazione di salvataggio.

L’elicottero che ha evacuato con successo i componenti della spedizione scientifica a bordo dell’Akademik Shokalskiy, bloccata dal 24 dicembre, è decollato proprio dalla nave cinese, Xue Long, accorsa in soccorso. Ma nelle ultime ore è emerso che la nave cinese, che non si è mossa per diversi giorni, potrebbe esser rimasta intrappolata tra i ghiacci. La Xue Long ha infatti notificato all’Amsa, l’agenzia australiana che ha coordinato i soccorsi, intorno alle 3 di notte ora italiana che potrebbe non riuscire a muoversi nella spessa coltre di ghiaccio. In zona rimane l’Aurora Australis che potrebbe essere chiamata a intervenire (ma nel caso della nave russa l’Australis aveva fallito). La nave cinese cercherà di muoversi tra i ghiacci appena le condizioni della marea saranno più adatte.

Restano anche a bordo dell’Akademik, ancora circondata da spessi lastroni di ghiaccio invalicabile, le 22 persone di equipaggio che – con lo stesso elicottero della rompighiaccio cinese Snow Dragon – hanno ricevuto viveri sufficienti ad attendere ulteriori soccorsi a circa 100 miglia dalla base francese di Dumont D’Urville. “Un grande grazie a tutti”, è stato il commento su Twitter del capo della spedizione scientifica Chris Turney, docente di Cambiamenti climatici alla New South Walles University, che ha postato in tempo reale foto e video dell’elicottero rosso che era andato a prenderli. Un via vai da un lastrone accanto all’Akademik a un altro accanto all’Aurora, per trasferire circa 12 persone alla volta con voli di circa 45 minuti l’uno.

 

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