Farmacie senza medicine,i grossisti del farmaco preferiscono le piazze estere

I grossisti del farmaco preferiscono le piazze estere dove i guadagni sono migliori e le farmacie italiane stanno ad aspettare.

Disagi per i pazienti leccesi e salentini, trovare i farmaci dei quali hanno bisogno diventa sempre più difficile. Le farmacie ne sono sprovviste e spesso rimandano i clienti a una o due settimane. Il ritardo, però, non sarebbe da addebitare a loro, ma ai grossisti, che vendendo i medicinali all’estero ottengono guadagni di gran lunga superiori. Tra i farmaci più difficili da trovare ci sono il Tegretol, un antiepilettico completamente scomparso dagli scaffali delle farmacie per quasi due mesi, tra ottobre e novembre; l’Avodart, un medicinale per la prostata che non sempre è disponibile; anche l’Agumentin, un antibiotico molto utilizzato e prescritto dai medici, è difficile da reperire. Se per i pazienti il problema è serio, soprattutto quando si tratta di farmaci per malattie croniche o, peggio, dei cosiddetti medicinali salvavita, per i farmacisti la situazione non è certo migliore. Dover rimandare indietro i clienti, dire loro che devono aspettare e, magari, farli tornare due o tre volte, non è una cosa piacevole.

Il disguido si registra in tutta Italia e i medicinali del prontuario che i grossisti preferiscono indirizzare sui mercati esteri sono circa 150. Per i farmaci di fascia A, in particolare, il prezzo di vendita all’ingrosso negli altri paesi europei è del 20-30 per cento in più rispetto al mercato italiano. I grossisti, quindi, non ci pensano su due volte a vendere al «miglior offerente» lasciando il mercato italiano sguarnito. «È diventato un fenomeno che ormai interessa anche il Salento – dice Francesca Conchiglia di Federfarma Lecce -. E inizia a essere allarmante, perché sempre più spesso non si riesce a dare risposte ai malati, specie quelli che hanno necessità di non sospendere le cure». Proprio per questo motivo, già due anni fa Federfarma Lecce ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e le ha sollecitate a ispezionare i depositi fantasma, quelli che, nonostante la licenza, non garantiscono la consegna di moltissimi farmaci, così come richiesto dai titolari delle farmacie. «Le aziende a volte ci vengono incontro – dice ancora la Conghiglia -. Sono disposte a spedirci due pezzi per volta, ma la situazione si fa sempre più complicata». In quest’ultimo periodo, i farmaci che non si trovano, o per i quali bisogna aspettare per periodi molto lunghi, sono almeno quattro, tutti indispensabili per chi deve farne uso. Si tratta del Clexane, un antiaggregante del sangue che viene utilizzato dopo gli interventi chirurgici, il Pentasa, prescritto a chi soffre di colite ulcerosa, il Sotalex, che è un antiaritmico, e il Minirin, utilizzato da chi soffre di diabete e sclerosi multipla.

 

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