Il capitano pilota Samantha Cristoforetti il 24 novembre volerà in orbita

Il capitano pilota Samantha Cristoforetti è la prima italiana che volerà in orbita.Il sogno che diventà realtà.Partirà per la missione Futura il 24 novembre dal cosmodromo di Bajkonur.Samantha Cristoforetti è uscita da una selezione durissima e da un esercito di 8mila candidati espressione di eccellenze ai massimi livelli.

Vivo questa avventura con grande senso di responsabilità e altrettanta serenità – dice il capitano pilota che è anche ingegnere aeronatico con laurea a Monaco e master a Tolosa – . No, non ho paura di nulla nel senso che l’addestramento ricevuto prima nell’aeronautica militare e quindi all’Esa mi prepara ad affrontare anche le emergenze, comprese le passeggiate spaziali che al momento, ripeto, al momento, non sono previste nella mia missione. Il fatto poi di essere la prima italiana dopo sei colleghi è un caso, non è certo merito o demerito mio. Si parla di numeri piccoli (una cinquantina le donne su 550 astronauti tra Usa e Russia e, con cifre assai ridotte, di altri 36 paesi, ndr) e quindi, pur capendo la curiosità, non credo se ne debba parlare più di tanto. Da anni, del resto vivo in una comunità internazionale in cui le donne sono tantissime. Il mio obbiettivo, in altre parole, è quello di essere un buon componente dell’equipaggio. Ad ogni modo, se posso anche essere modello per le ragazze che hanno lo stesso mio sogno, non mi tiro indietro.

Samantha Cristoforetti. che raccoglie il testimone di Luca Parmitano, si è detta in realtà entusiasta per gli esperimenti che dovrà seguire dal 24 novembre sulla Iss: otto progetti che verranno svolti nei sei mesi di permanenza sulla stazione spaziale. Cinque di essi saranno dedicati allo studio della fisiologia umana in condizioni di assenza di peso (in particolare per migliorare le cure per l’osteoporosi), due effettueranno analisi biologiche su campioni cellulari portati in microgravità, verrà infine sperimentato un dimostratore per un processo di produzione automatizzato per la realizzazione di oggetti 3D in assenza di gravità (stampa 3D, magari per costruire, tra quelche anno, pezzi di racambio per le navi spaziali dirette a Marte). Tutti i progetti sono stati ideati da università, centri di ricerca, aziende italiane e selezionati dall’Asi.

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