Marijuana,nel cervello un ormone naturale impedisce la dipendenza

Il pregnenolone è un ormone prodotto naturalmente dal nostro organismo,migliora la capacità di concentrazione, stimola la riflessione, il pensiero e ovviamente la memoria.Influisce positivamente sugli stati di stress e depressione.

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Francese per la sanità e la ricerca medica Iserm,ha condotto una ricerca su questo “ormone naturale” scoprendo che impedisce al THC, il principale principio attivo della cannabis, di attivare pienamente il suo recettore del cervello, il recettore CB1, che quando viene sovrastimolato provoca gli effetti inebrianti tipici dell’assunzione della cannabis.

In sostanza, il cervello sfrutta il pregnenolone come sistema di difesa automatico in caso di assunzione di grosse quantità di THC. Tale funzione, però, può essere scavalcata aumentando la dose di cannabis assunta, ma i ricercatori sono ugualmente entusiasti della scoperta, che potrebbe comportare un enorme passo in avanti nel combattere la dipendenza da marijuana

Uso terapeutico nel mondo

La California è stato il primo stato americano a legalizzare la marijuana per uso terapeutico nel 1996: la sostanza serve ad alleviare dolori legati soprattutto a patologie croniche e neoplastiche. L’introduzione di quella legge ha permesso l’apertura di numerosi centri autorizzati di produzione di cannabis, centri specifici di trattamento e strutture parafarmaceutiche di distribuzione. Attualmente negli Stati Uniti sono venti gli stati, oltre al District of Columbia, ad aver legalizzato l’uso di marijuana per scopi medici. Anche in Europa sono diversi gli stati ad aver consentito questo tipo di utilizzo: Germania, Belgio, Svizzera e Gran Bretagna.

E in Italia?

In Italia si è costituita l’ Associazione No Profit LapianTiamo che promuove l’uso terapeutico della canapa medicinale,attraverso la coltivazione e l’approvvigionamento ai pazienti affetti da patologie come sclerosi multipla, cancro e tantissime altre. Fornisce supporto informativo e morale ai malati che devono convivere quotidianamente con i sintomi di malattie gravi e con l’aiuto del comitato medico-scientifico – incentiviano l’attivita’ di ricerca sui vantaggi della canapa medicinale.

Il progetto nasce dall’idea di due ragazzi pugliesi, Andrea Trisciuoglio e Lucia Spiri, entrambi affetti da Sclerosi Multipla e attualmente in cura con il Bedrocan (medicinale a base di infiorescenze di canapa) fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Regionale.

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