Sale la povertà tra le famiglie italiane,ma un 10% è sempre più ricco

La ricchezza delle famiglie italiane è in calo ma sempre più concentrata nelle mani di pochi.Il divario oramai è sempre pù incolmabile: il 10% delle famiglie possiede il 46,6% della ricchezza netta totale. La povertà è salita invece dal 14% del 2010 al 16% nel 2012, rileva ancora la Banca d’Italia precisando che un povero su tre è immigrato. Nell’indagine biennale sui bilanci delle famiglie, l’istituto centrale individua la soglia di povertà con un reddito di 7.678 euro netti l’anno (15.300 euro per una famiglia di 3 persone.

Metà delle famiglie vive con meno di 2.000 euro al mese e la distribuzione dei redditi resta sempre asimmetrica. In particolare, solo la metà delle famiglie ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro (circa 2.000 euro al mese), mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese). Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro.Il 35,8 per cento delle famiglie ritiene poi che le proprie entrate siano insufficienti ad arrivare alla fine del mese. Il dato, che mostra una netta crescita rispetto al 29,9% di due anni fa e al 24,3% del 2004), si accompagna in parallelo al calo di quelle famiglie che giudicano le proprie entrate sufficienti (dal 37,1 del 2004 al 39 del 2010 e al 32,3 del 2012).

La quota di famiglie indebitate in Italia resta contenuta: è di poco superiore a un quarto e nel 2012 è lievemente diminuita, rileva ancora Bankitalia, secondo cui il 26,1% delle famiglie italiane possiede almeno un debito e in calo rispetto al 2010 (27,7%). L’ammontare medio del debito è di poco superiore a 51.000 euro.L’indebitamento, come in passato, è più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passività sono costituite in larga parte da mutui per l’acquisto e la ristrutturazione di immobili: il 12,3% dei nuclei familiari ha debiti di questo tipo, per un ammontare medio di circa 75.000 euro. L’aumento nella diffusione di questo tipo di debito, spiega Bankitalia, è anche legato agli incentivi fiscali per la ristrutturazione e il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. La diffusione dei debiti per l’acquisto o la ristrutturazione delle case è più intensa per le famiglie più giovani e numerose, e per quelle con maggior reddito o ricchezza, che hanno più facile accesso al credito per la loro maggiore capacità di offrire garanzie.

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