Taglio delle detrazioni fiscali,il Governo fa marcia indietro

I rimborsi per le spese mediche, per strutture educative come asili, per istruzione universitaria e assicurazioni sulla vita non saranno ritoccati al ribasso. Il Governo ha deciso di abrogare il comma 576 della legge di Stabilità, scongiurando la riduzione delle aliquote dall’attuale 19 al 18% per le detrazioni fiscali nella prossima dichiarazione dei redditi. Un taglio lineare e iniquo che sarebbe ricaduto sulle spalle di migliaia di cittadini: Altroconsumo si è schierato contro raccogliendo ben 3700 adesioni online di cittadini e continua a vigilare perché nell’esercizio della delega fiscale non si concretizzi la riduzione a danno degli utenti.

Ma il Governo deve fare di più e oggi Altroconsumo ha scritto ai ministro dell’Economia Saccomanni e al presidente del Consiglio Letta chiedendo di intervenire sul credito d’imposta, cioè il ritardo sui rimborsi. Online su www.altroconsumo.it sarà pronta una petizione.

A partire dal 2014, con effetto sui modelli 730 del 2013, se il credito d’imposta scaturito dalla dichiarazione superasse la soglia dei 4mila euro, potrebbe non risultare sulla busta paga di luglio o sulla pensione di agosto. L’Agenzia delle entrate potrebbe bloccare il rimborso per almeno sei mesi, in modo da effettuare i controlli ed erogare il rimborso successivamente. In caso di grosse ristrutturazioni edilizie (per altro incentivate in ogni modo dallo Stato) o di assegni all’ex coniuge, in caso di spese per disabili, per un anziano in casa di riposo o per acconti in eccesso per cambio lavoro, il rimborso nei tempi normali potrebbe slittare fino al 2015.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie