Studio australiano: l’omeopatia è totalmente inutile, sarà vero?

L’omeopatia è nata come una medicina fondata sulla ricerca. Da 200 anni ad oggi la medicina omeopatica si è sviluppata in modo autonomo, con pubblicazioni, riviste, congressi propri, sperimentazioni sull’uomo sano e ricerche cliniche, quasi totalmente sconosciuti al mondo accademico ufficiale della medicina convenzionale. Pertanto tutte le conoscenze, le procedure e i risultati di questi studi sono rimaste patrimonio della comunità medica omeopatica e solo in minima parte hanno fatto ingresso nel mondo delle riviste scientifiche ufficiali.

A smentire l’efficacia dell’omeopatia, un gruppo di scienziati australiani: L’omeopatia è totalmente inutile in quanto efficace quanto un placebo, e non vi sono evidenze affidabili che possa curare patologie.Le persone che scelgono questo metodo di cura invece di un trattamento convenzionale provato,  mettono a rischio la propria salute.A questa conclusione è arrivato un comitato di esperti medici incaricato di passare al vaglio studi sistematici sull’omeopatia e rapporti governativi, riguardanti 68 diverse condizioni di salute fra cui asma, eczema, dolore lombare, nausea, depressione, malaria, colera, Hiv e tossicodipendenze. E i risultati hanno acceso subito un vasto dibattito.

Ma vediamo su cosa si basa l’omeopatia: è un modello di medicina che ha come obiettivo la stimolazione delle capacità di reazione dell’organismo alle malattie, sia fisiche che psicologiche. Questo risultato è raggiunto somministrando all’organismo dosi estremamente diluite di sostanze detti rimedi omeopatici. Essi hanno questo effetto sull’organismo in quanto hanno prodotto, nelle sperimentazioni (i cosiddetti proving) sintomi simili alla malattia che si intende curare. Da qui infatti in nome, derivato dal greco omoios= simile / pathos= sofferenza. L’impiego di rimedi omeopatici non costituisce però di per sé una terapia omeopatica. È fondamentale infatti che la prescrizione sia effettuata in modo omeopatico, cioè nel rispetto della similitudine tra il quadro sintomatologico del paziente e quello che il rimedio ha provocato nella sperimentazione (proving).

Per comprendere il profilo della malattia, infatti, non basta che il terapeuta si limiti ad ascoltare la semplice descrizione dei disturbi. Deve badare ai caratteri fisici e psicologici, all’altezza, al peso, alla costituzione, deve interrogare il paziente in merito a predilezioni, idiosincrasie, interessi, carattere, sogni, reazioni agli stimoli ambientali, fobie e molto altro. Nella medicina accademica a diagnosi definite appartengono determinati farmaci. Nell’omeopatia ciò si verifica di rado.

A conclusione dello studio i ricercatori australiani hanno redatto Il Documento di informazione sulle evidenze dell’omeopatia, che ora sarà sottoposto a pubblica consultazione, sostiene invece che “non vi sono evidenze affidabili che l’omeopatia sia efficace per trattare condizioni di salute”. “Nessuno studio di buona qualità e ben costruito, con sufficienti partecipanti e risultati significativi, indica che l’omeopatia abbia prodotto miglioramenti di salute rispetto a una sostanza che non ha affetto sulle condizioni di salute (placebo), o che l’omeopatia abbia prodotto miglioramenti di salute pari a quelli di un altro trattamento”, dichiara il documento.

Il portavoce dell’Australian Homeopathic Association, Greg Cope, ha espresso disappunto per l’analisi condotta dagli esperti per aver scartato alcuni studi che sostengono l’efficacia dell’omeopatia, e ha annunciato che la sua associazione presenterà nuove documentazioni.

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