Presentata #italiasicura: il progetto di prevenzione contro il dissesto idrogeologico in Italia

Sono l’81,9% i comuni italiani che presentano aree di dissesto idrogeologico: situazione rispetto alla quale l’Italia si trova in forte ritardo ed a rischio delle sanzioni europee. Oggi è stata resa operativa la struttura di missione voluta dal governo che prevede l’apertura di 3.395 cantieri per lavori sia di messa in sicurezza di territori franosi che di prevenzione di episodi di tipo alluvionale. La notizia è stata presentata in conferenza stampa e pubblicata dal sito governativo.

I danni ed i risarcimenti pagati dallo stato italiano a causa di frane ed alluvioni, calcolato su una media dal 1945 ad oggi è di 3,5 miliardi ogni anno. La struttura di missione di Palazzo Chigi si occuperà anche delle reti di distribuzione idrica e della edilizia scolastica: delle 3.395 opere per emergenze previste dagli accordi Stato-Regioni nel 2010 solo 109 sono state portate a termine (3,2%) 631 sono in corso d’opera (19%) mentre tutte le altre sono bloccate.
Dopo 4 anni dall’accordo e considerato il rischio di incorrere nelle procedure di infrazione europee, il bilancio sembra poco confortante. Le cause dei ritardi sono da riconoscersi nella lungaggine di iter burocratici, nei ritardi per l’affidamento e a progettazione delle opere etc.

Per questi motivi la Struttura di missione avrà compiti di coordinamento fra i diversi enti e poteri straordinari per riuscire a snellire e rendere veloci le procedure necessarie all’avvio dei cantieri: lavori per i quali si potrà contare su 2,4 miliardi di euro tuttora non spesi dal 1998.

Un secondo stanziamento di 1,6 miliardi di euro, disponibile dal 2012 dovrà essere utilizzato per i lavori necessari al miglioramento e/o messa in funzione degli impianti di depurazione soprattutto nel sud della penisola, in particolare Campania, Calabria e Sicilia: anche in questo l’Italia sta rischiando la procedura di infrazione da parte dell’Europa in caso di mancato adeguamento agli standard richiesti. Per gli impianti fognari e di depurazione i lavori dovrebbero essere conclusi nel 2015: in caso di inadempienza l’Italia si troverebbe a pagare multe da centinaia di milioni ogni anno all’Europa, ma il tutto sarebbe evitabile se i lavori saranno completati entro la fine del 2015.

Il nuovo modello dovrebbe riuscire a tagliare i ritardi burocratici e l’avvio dei cantieri rappresenterà anche una occasione di rilancio per il settore edile.

 
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