La rotazione e il compost nell’agricoltura biodinamica, terza parte

Ricordo perfettamente che a scuola si parlava della rotazione delle colture, come di una pratica buona per la terra, in base alla quale si poteva proteggere la terra dall ‘impoverimento delle sostanze nutritive in essa contenute e tanto utili ai raccolti. In Europa si è diffusa piuttosto recentemente, circa 100 anni fa, quando si diffuse la coltivazione della patata e d’altri tuberi, in questo modo si poté frenare l’effetto deleterio delle monocolture e si cominciò a praticare la rotazione seguendo uno schema: prato; tuberi – frumento, per esempio. Ma al solito, con lo sviluppo industriale e l’uso dei concimi chimici il profitto economico divenne lo scopo ultimo dell’agricoltura e si tornò di nuovo alla monocoltura, finendo per impoverire nuovamente la terra.

Alla base di una buona rotazione c’è il prato, con molto trifoglio o altre leguminose che arricchiscono e fertilizzano la terra. Le coltivazioni che si avvicendano negli appezzamenti variano secondo la struttura del terreno, il clima e il numero delle persone e degli animali da nutrire, essendo l’azienda a circolo chiuso un ideale a cui mira la biodinamica. Per ottenere la massima armonia biologica sarebbe bene coltivare ortaggi con tuberi o radici e seminare vegetali che possono dare i loro frutti nelle varie forme di semi, foglie e radici.

COS’E’ UN COMPOST

Quella del compost non è certo una pratica recente, anzi, essa è vecchia quanto l’uomo, anzi possiamo affermare che nell’antichià l’uomo era molto compenetrato con l’armonia della natura e del cosmo, e le sue pratiche erano benefiche. Ma l’evoluzione ha fatto sì che si perdesse l’uso delle buone pratiche per sostituirle con lo sfruttamento intensivo e l’uso di concimi chimici.

A tal proposito Rudolf Steiner ha studiato a fondo il carattere e l’essenza stessa del compost e ha anche spiegato i processi che vi si svolgono. Dal punto di vista chimico e fisico il compost è una mistura di terra, resti vegetali, acqua, calcio, ecc. ma dal punto di vista dinamico è un concentrato di energia e impulsi vitali.

Molta gente crede che il compost serva ad ottenere la distruzione dei vegetali per facilitare il lavoro della terra. L’essenziale è invece fare del compost il luogo in cui il processo di distruzione e costruzione che noi desideriamo nella terra venga concentrato e stimolato fino a raggiungere un livello altissimo. Il compost guiderà e stimolerà poi questo processo nella terra per farla più viva e produttiva.

Il compost è un compromesso che sta fra humus della terra e un organismo vivente. Si può paragonarlo a una mucca che sta digerendo. La materia che mettiamo sul compost equivale al foraggio per la mucca e il prodotto finale è concime e nutrimento per altri organismi. Da questo punto di vista si possono dunque dare le direttive per il lavoro pratico:

1) Il compost deve avere una certa massa, un corpo e una forma specifica.

2) Non deve essere un semplice mucchio di rifiuti.

3) Ecco perché è anche importante tenere il cumulo sopra il livello della terra.

4) Per diventare terra viva ha bisogno di contatto con la terra nuda. Acqua e aria sono necessarie per il compost come per tutti gli organismi e fondamentale è l’equilibrio fra questi due elementi. Materiale troppo bagnato va mescolato con materiale secco. Materiale secco, come foglie e paglia, va annaffiato.

5) Il compost ha bisogno di una pelle; un sottile strato di terra; che impedisca l’evaporazione lasciando respirare.

6) Sopra questa pelle va messa una coperta di paglia, erba o foglie che possa proteggere il compost dal freddo, dalla pioggia e dal sole per favorire lo sviluppo di una “vita interna”.

7) Possiamo verificare se siamo riusciti a dare vita al compost in base al calore che esso sviluppa (circa 40°).

8) In questo organismo s’introducono i preparati biodinamici che sono mini-compost di certe erbe con funzioni specifiche per i processi di distruzione e costruzione e possono essere paragonati agli organi interni di una mucca: cuore, fegato, reni, ghiandole.

9) Va sottolineato che questo tipo di compost vegetale ha bisogno solo di una piccola quantità di concime animale; chi ha grande quantità di concime animale ne farà quindi un compostaggio a parte.

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