Anni’80: il riciclo diventa passione

È un paradosso, eppure è ormai realtà. Gli anni Ottanta, epoca in cui forse il consumismo ha raggiunto il proprio apice e la fiducia nel prossimo futuro era massima, grazie a una congiuntura economica favorevole all’Occidente, sono diventati oggi protagonisti del recupero di usi, costumi e…tanti oggetti!

Gli annunci sui principali canali di vendita on line non si contano più. A proporre offerte per giocattoli, abiti, mobili, videogiochi ed elettrodomestici risalenti proprio agli anni’80 sono migliaia di italiani che in questo modo concedono una seconda vita (ma a volte anche una terza e una quarta) alle cose. Per non parlare del modellismo. La generazione dei trentenni e dei quarantenni fa a gara per contendersi i modellini originali che ripropongono i personaggi di fortunatissime serie televisive quali “I Cavalieri dello zodiaco”, “Gijoe”, “Tartarughe Ninja”, “The Mask”, “The Masters”,“Transformers” e tutta la grande famiglia dei robot “made in Japan” come “Mazinga”e “Uforobot”. Un interesse che sta attirando anche l’attenzione dei più giovani. Forse per la scarsa qualità delle serie animate degli anni Novanta e Duemila? A questi si aggiungono i videogiochi di quel periodo (Pac-man, Prince of Persia solo per fare due nomi) che pur presentando una grafica qualitativamente peggiore, rispetto a quelli odierni, vengono riscoperti e richiesti da chi possiede un tablet e che può benissimo sopportare programmi diventati molto leggeri rispetto ai moderni processori

La riscoperta dell’intrattenimento anni ’80 interessa anche il collezionismo come per esempio la serie di personaggi spaziali “Exogini” e i giochi in scatola, in particolare della serie MB. “Brivido”, “L’allegro chirurgo”, “Indovina Chi?”, “Forza4”, “Dolce forno”, “L’isola di fuoco”, “La Ruota della fortuna” e “Spago-spaghetti” per citare solo i più famosi. Giochi in scatola che in qualche caso il mercato ha riproposto di recente e che sono merce preziosissima per i mercati e le bancherelle specializzate che sempre più spesso, in tempo di crisi, animano le piazze delle città e i canali di vendita on line (anche questi in rapidissima espansione).
Gli effetti del riciclo si fanno sentire maggiormente, tuttavia, in altri settori che più da vicino incidono sulla vita di tutti i giorni: abbigliamento e arredamento.

Il modernariato rivive in case, bar e ristoranti. Mobili, tavoli, sedie, divani, poltrone, lampade e specchi caratterizzati da colori intensi, forme morbide e sinuose conferiscono all’atmosfera un’aria molto accogliente e allo stesse semplice, senza contare il risparmio economico e il vantaggio ambientale di arredare dei locali magari con quanto recuperato da un vecchio rigattiere o dal proprietario di una cantina che non vedeva l’ora di sbarazzarsene, anche gratuitamente! Sedie e tavoli di formica dai colori pastello ecco quindi che trovano collocazione in ambienti anche chiccosi. Mentre le vecchie televisioni da cucina in plastica vengono riadattate come porta riviste e soprammobili.
Borse di pelle, pellicce, collane, orecchini ma anche giacche, scarpe, maglioni e jeans anch’essi caratterizzati da colori molto vivaci e una linea piuttosto morbida e sobria sono al centro dell’attenzione di mercatini, aste on line e baratti.
Da segnalare un’azienda del Sud Italia, Millesime’, che da tempo recupera gli abiti dagli anni Venti agli anni Ottanta, facendo la felicità dell’ambiente e degli appassionati del genere (www.millesimestory.com).

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