Il convolvolo, la pianta dell’Invadenza

Serpeggia fra le siepi, corre ai margini dei campi, si arrampica avviluppandosi a tronchi e pali con i suoi vistosi fiori bianco-neve a forma di imbuto. E’ il convolvolo o il vilucchione, detto botanicamente, Convolvolus sepium, nome che deriva dal verbo latino convolvere, avvolgersi appunto.

Il fiore attrae una farfalla, la Sfinge del convolvolo, che ha una lunga proboscide adatta a succhiare il nettare di questo fiore, che così viene impollinato. Ma è una farfalla oppure una fata ad assumere sembianze animali in primavera? E’ un mistero. Pur tuttavia si dice che questa piantina celi un essere capriccioso e civettuolo, tant’è che nell’ottocento, nel vocabolario dei sentimenti, essa simboleggiava appunto la “Civetteria”, la “Smania” di piacere. Ma v’è anche un altro simbolo che gli si addice, quello dell’Invadenza, per la sua velocità di correre lungo le prode e sugli arbusti.

Una leggenda dei fratelli Grimm narra di un carro che trasportava un pesante carico di vino e che si era impantanato; e il carrettiere, poveretto, pur sforzandosi al massimo, non riusciva a liberarlo. Proprio in quel momento passava la Madonna che, assetata, approfittò di quella sosta forzata per chiedere ristoro alla sua sete. “In cambio”, disse, “ti libererò il carro”.

“Volentieri” rispose il carrettiere “ma non ho un bicchiere”. Allora la Madonna colse un fiorellino bianco striato di rosso che somigliava a una tazzina, e glielo porse. Egli lo riempì di vino che la Madonna bevve, e subito dopo il carro fu libero dal fango. Da quel momento il fiorellino si è chiamato “Tazzetta della Madonna”.

Vi sono altre due specie di convolvolo: Il Convolvolus arvensis capace di attorcigliarsi intorno ad un palo con la sommità del suo fusto che ruota in senso antiorario, facendo un giro completo in meno di due ore, e la Calystegia soldanella che si trova silenziosa lungo coste con i fusti a volte semi sepolti nella sabbia.

Fin dall’antichità se ne sono usate radici e foglie per la loro priprietà lassativa. Ancora oggi in Germania si prepara un infuso con le foglie, che mantengono le loro virtù anche essiccate, pe rcurare la leucorrea.

 
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