Il farmaco “Ebola” salva le scimmie infette

ZMapp, il farmaco che è stato usato per il trattamento di sette pazienti durante l’epidemia di Ebola in corso in Africa occidentale, è in grado di proteggere completamente le scimmie contro il virus, è il risultato di una ricerca.

Lo studio, pubblicato online su Nature, arriva il giorno dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che l’epidemia di Ebola, che ha ucciso più di 1.500 persone, sta peggiorando e potrebbe infettare 20.000 persone prima che finisca. La quinta nazione dell’Africa occidentale, il Senegal, ha annunciato il suo primo caso di malattia proprio Venerdì.

Gli esperti di sanità pubblica dicono che le misure già collaudate, come il dispiegamento di un maggior numero di operatori sanitari nelle aree colpite, dovrebbero essere il fulcro della risposta. Ma ZMapp, realizzato dalla Mapp farmaceutica a San Diego, in California, è uno dei numerosi prodotti non approvati, che l’OMS ha detto potrebbe essere utilizzato nel focolaio.

Il farmaco, un cocktail di tre proteine immunitarie ​​purificate e di anticorpi monoclonali, che colpiscono il virus Ebola,è stata somministrata a sette persone: due statunitensi e tre operatori sanitari africani, un’infermiera inglese e un prete spagnolo. Il prete ed un operatore sanitario che l’hanno assunto sono però morti. Non c’è modo di sapere se ZMapp è stata efficace nei pazienti che sono sopravvissuti, perché hanno ricevuto il farmaco in tempi diversi durante il corso della loro malattia e hanno ricevuto diversi livelli di cure mediche.

Nello studio, ideato e condotto in parte dagli scienziati della Mapp farmaceutici, 18 scimmie hanno ricevuto tre dosi del farmaco tre, quattro o cinque giorni dopo che sono stati infettati con il virus Ebola. Tutti gli animali che hanno ricevuto il farmaco sono sopravvissute, indipendentemente dall’inizio del trattamento; tre scimmie che non sono state trattate sono morte.

Il ceppo del virus Ebola utilizzato nello studio non è lo stesso che ha causato lo scoppio dell’epidemia corrente. Ma i ricercatori hanno dimostrato che gli anticorpi in ZMapp riconoscono la forma attuale del virus nelle colture cellulari, e le parti del virus riconosciute dal farmaco sono presenti nel ceppo di Ebola che ha causato l’epidemia.

I risultati dimostrano che ZMapp è il primo farmaco che ha dimostrato di essere altamente efficace contro Ebola quando somministrato a scimmie che stanno già mostrando sintomi dell’ infezione, come febbre e anomalie nelle proteine ​​che aiutano la coagulazione del sangue. Questo è importante perché se un paziente è stato esposto al virus, i sintomi come la febbre è il primo segno che è infetto e ha bisogno di cure.

Thomas Geisbert, virologo presso l’Università del Texas Medical Branch a Galveston, stima che il giorno quinto giorno di infezione nelle scimmie studiate è approssimativamente equivalente al settimo o nono di una infezione umana. Le persone possono sviluppare sintomi fino a 21 giorni dopo che hanno contratto Ebola, anche se i segni comunemente si sviluppano tra 8 e 10 giorni dopo l’infezione.

Gli autori dello studio dicono che ZMapp lavora in una fase “avanzata” della malattia. Il farmaco è stato in grado di salvare una scimmia che aveva un’emorragia sotto pelle e che colpisce oltre il 70% del suo corpo, e altre scimmie che avevano una quantità di virus nel loro sangue tale da causare sintomi gravi a persone, dice il co-autore dello studio Gary Kobinger, un infettivologo ricercatore presso l’Agenzia di sanità pubblica del Canada a Winnipeg.

“Negli esseri umani, la grande maggioranza non è in grado di camminare o addirittura star seduta a questo stadio, e la maggior parte morirà entro 24 ore”, dice Kobinger.

Ma altri ricercatori dicono che i risultati dovrebbero essere interpretati con cautela, perché le scimmie con l’Ebola non sono un analogo perfetto per gli esseri umani con la malattia. “Non credo che i dati supportino che questo farmaco sia efficace, anche nel modello animale, in individui con la malattia avanzata”, spiega lo specialista in malattie infettive Charles Chiu dell’Università della California, San Francisco.

Sapere quando dare il farmaco può aiutare a guidare il suo uso in future epidemie. Ma per ora, la Mapp dice cheZMapp è più disponibile e non lo sarà per mesi.

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