La festa della Perdonanza all’Aquila

La festa della Perdonanza dell’Aquila che si celebra alla fine di Agosto ricorda un avvenimento storico. Il 5 Luglio 1294 il Sacro Collegio elesse papa, in maniera del tutto inaspettata per gli imbrogli elettorali dell’epoca, un eremita che viveva sul Monte Morrone, in Abruzzo, e che salì al soglio pontificio con il nome di Celestino V.

Clestino, dopo solo cinque mesi di pontificato, capì che non era capace di destreggiarsi fra le insidie e gli inganni del clero e preferì ritirarsi. Ma gli aquilani non lo dimenticarono mai, per i tanti benefici che portò alla città, tanto che ne trafugarono il corpo e lo trasferirono da Ferentino nella loro basilica di Santa Maria di Collemaggio.

Ogni anno fra il 28 e il 29 Agosto, la popolazione ricorda la sua intronizzazione grazie alla quale Celestino V riuscì ad ottenre dal re di Napoli, Carlo II d’Angiò, la revoca di tutti i provvedimenti e le punizioni chegravavano sugli aquilani dopo i tentativi di trasformarsi in libero Comune.

Il risultato fu che vennero concessi anche dei privilegi che ratificarono e rafforzarono l’autonomia della città. Inoltre papa Celestino V emanò il 29 Settembre una bolla con cui concedeva l’indulgenza plenaria non solo per quella speciale occasione, ma per tutti gli anni a venire chi “veramente pentito e confessato entra nella chiesa di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività ai vespri che seguono la fastività”, cioè dalla sera del 28 alla sera del 29.

Oggi la Perdonanza si è arricchita di cerimonie e manifestazioni collaterali tanto che la città è in festa per sette giorni. Si comincia con il “fuoco della pace”: una fiaccola accesa all’eremo di Celestino del Morrone con cui si accenderà il”fuoco della pace” sul tripode in cima alla torre del Palazzo. IL 28, alle diciassette, si muove il corteo con il quale si reca la bolla del perdono, custodita nei forzieri del Comune, alla basilica di Collemaggio. E alle diciannove in punto si apre la porta santa della basilica per dare inizio alla Perdonanza.

 
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