Gaia è viva, le eruzioni di Stromboli ed Etna tra bellezza e paura

Durante la notte sono di magnifica suggestione e bellezza le immagini della Sciara del fuoco: la lava che percorre le pendici dello Stromboli (Isole Eolie, Palermo) fino ad arrivare al mare. Uno spettacolo che se da un lato accende il desiderio dei turisti di osservare da vicino questo fenomeno naturale fino ad arrivare a pochi metri dal magma, dall’altro impone alle autorità nazionali e regionali una stretta sorveglianza.

Il Sindaco di Lipari, comune nel quale si trova l’Isola di Stromboli, ha già vietato le escursioni sul vulcano.
I turisti osservano l’azione del vulcano direttamente dal mare attraverso un intenso pellegrinaggio di traghetti. I posti di letto delle Isole Eolie segnano tutto esaurito.

L’eruzione dello Stromboli, vulcano in perenne attività, ha iniziato a intensificarsi lo scorso luglio fino ad arrivare a un picco nei giorni scorsi. Gli abitanti affermano essere una delle più forti eruzioni degli ultimi anni. La lava che fuoriesce da una nuova bocca apertasi a circa 650 metri di altezza, solo pochi giorni fa, si divide in diverse braccia prima di arrivare al mare dove forma imponenti nubi bianche di vapore acqueo.
Lo Stromboli è in buona compagnia. A farsi sentire da Catania anche l’Etna con l’eruzione iniziata il 5 luglio scorso dal Cratere di Nord-Est.

Se negli ultimi giorni l’attività di questo cratere è andata via via sciamando, dalla mattina di domenica 10 agosto nel nuovo Cratere di Sud-Est si è aperta una bocca effusiva sull’alto fianco orientale provocando una piccola frana e una colata di lava. L’apertura della nuova bocca è stata accompagnata nella notte successiva dal tremore vulcanico e da boati avvertiti in tutta la zona. L’interesse dei turisti si è fatto così pressante che la Prefettura di Catania ha rimosso il divieto di escursione ad alta quota, fatta eccezione per i turisti non accompagnati che si avventurano oltre i 2900 metri di altezza che rischiano la denuncia. L’afflusso di turisti è talmente elevato che il Parco dell’Etna sta faticando ad organizzare un numero di escursioni guidate sufficienti alle richieste.
Fenomeni che evidenziano ancora un’energia enorme presente nel centro della Terra. Energia dovuta a quel nucleo di magma incandescente presente sotto il sottile strato di crosta terrestre su cui piante e animali vivono. Le eruzioni dello Stromboli e dell’Etna sono dovute al contatto frontale e laterale tra la placca africana che tende ad andare sotto quella euroasiatica.

Il magma fuoriesce per il movimento delle due placche che provoca la rottura della crosta terrestre in alcuni punti. Crosta terrestre che una volta rotta non contiene più il magma che così fuoriesce senza più ciò che prima fungeva da tappo. La crosta terrestre “galleggia” proprio sul fluido incandescente. Una volta fuoriuscito il magma assume vita propria e l’energia accumulata deve sfogarsi all’esterno. La fuoriuscita del magma per mezzo delle eruzioni vulcaniche può avvenire anche diverso tempo dopo che si è verificato il movimento delle placche.

La teoria della tettonica a placche sostiene che la crosta terrestre è divisa in zolle e che i movimenti delle une rispetto alle altre sono alla base dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche. La teoria, elaborata definitivamente alla fine degli anni Sessanta, evidenzia una grande vitalità della Terra che conserva gran parte dell’energia primordiale che ha portato alla sua formazione. Teoria che porta alcuni studiosi alla fine degli anni Settanta a considerare la Terra come un organismo vivente autonomo noto come Gaia, dal nome della divinità greca Gea.
Una teoria dal grande fascino questa che appare di grande attualità dinnanzi a fenomeni così spettacolari e misteriosi.

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