Homeless not Dogless: aiuto agli animali in difficoltà e ai loro padroni

Lo scopo principale è quello di fornire un servizio utile sia agli animali che versano in situazioni difficili, tanto che ai loro proprietari: “Evitiamo le separazioni e uniamo ciò che la vita divide”, così si esprime Luce Boles Carenini, fondatrice e presidente di Homeless not Dogless Onlus, associazione torinese nata in origine per aiutare i cani dei clochard, ai quali era precluso l’ingresso nei dormitori pubblici.

Tramite il 50% dei profitti derivanti dall’attività di dog sitting e dog hosting, “Il cane ricco aiuta quello povero” -spiega Luce– come nel caso di Kira, un pastore tedesco che, durante gli arresti domiciliari del suo padrone, non ha dovuto rinunciare alle abituali quattro passeggiate al giorno, e ciò grazie ai volontari dell’associazione.

O la storia di Dick, un bastardino di 20 anni, al quale Homeless not Dogless ha fornito ospitalità dopo la morte del suo amato padrone e che, dopo appena due mesi, è anch’esso deceduto per vecchiaia: anche per rispondere a bisogni come questi, la sede dell’associazione -un tempo occupata da un bed & breackfast– è stata trasformata in un’accogliente casa per animali, dove ciascun ospite a 4 zampe può usufruire di una propria stanza.

Posta sulle colline sopra Torino, la sede di Homeless not Dogless dispone, inoltre, di oltre di 4 mila metri quadrati di parco recintato, dove cani e gatti possono correre e giocare in assoluta libertà, senza la costrizione di qualsivoglia box o gabbie, nel pieno rispetto dei dettami promossi da Bibulu, la pet community nata nel 2013, ma già forte di oltre 40 mila iscritti, che si è assunta il compito di mettere in contatto i proprietari con amanti degli animali disposti a dar loro ospitalità, nel caso se ne manifestasse il bisogno.

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