Luna d’Agosto

La Luna stasera, alle 20:09 per la precisione, si troverà nel punto più vicino alla Terra lungo la sua orbita, in quello che gli astronomi definiscono perigeo. Sarà uno spettacolo unico che coincide anche il fenomeno delle stelle cadenti. Sarà un’occasione d’oro per i romantici, gli appassionati di fotografia, gli amanti della notte, i curiosi, i sognatori e i poeti.

Alla luna, che nella Grecia antica er a considerata la fonte della poesia, si rivolgeva Omero all’inizio dell’Iliade: “Candami, o diva, del pelide Achille l’ira funesta” (come da traduzione di Vincenzo Monti). Poi con l’avvento del culto di Apollo, giunto dall’isola di Delo, la funzione di supremo ispiratore della poesia passò al dio slare che divenne la guida delle Muse.

Secondo il mito, le Muse erano figlie di Zeus e di Menomosine, la Memoria, ed erano in numero di nove: Calliope per la poesia epica, Clio per la storia, Euterpe per la poesia lirica, Melpomene per la tragedia, Trsicore per la danza, Erato per la poesia erotica e per il mimo, Polinnia per la poesia sacra, Urania per l’astronomia, Talia per la commedia.

Ma alle Muse non era sufficiente l’educazione di Apollo. Esse dovevano nutrire la loro ispirazione e quella che offrivano a poeti e artisti. Un altro mito narrava che Poseidone aveva generato per Medusa un cavallo straordinario, Pegaso. Quand oPerseo mozzò il capo a Medusa, uscì dal corpo del mostro il cavallo alato e spiccò il volo sul monte Elicona; e con un colpo dello zoccolo lunato, si badi bene: lunato, come l’antica dea Luna, fece scaturire Ippocrene, ovvero la sorgente del Cavallo, alla quale le Muse si dissetavano alimentando la loro divina ispirazione per poi volare alla volta dell’Olimpo cantando con la loro sublime voce.

Così l’antica prerogativa della dea LUna, di essere la sorgente prima dell’ispirazione poetica, venne confiscata dalla nuova religione patriarcale dpve trionfavano Apolloe il cavallo alato. Tuttavia, i poeti, che istintivamente sentono da dove giunge la loro ispirazione hanno continuato fino alle soglie dell’età moderna a chiedere ispirazione alla Musa, ovvero alla dea LUna che nel suo ciclico nascere, splendere e decrescere fino alla morte apparente racchiude in sé il tempo del suo scorrere, ma anche il tempo senza tempo, il tempo eterno dove ogni poesia, come ogni vita, s’iscrive.

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