Metodo Stamina, Governo: “Entro ottobre giudizio definitivo” ma il tribunale dice si

Il comitato scientifico sulla sperimentazione del Metodo Stamina nominato per la seconda volta dal Ministero della Salute “darà un responso definitivo verso settembre o ottobre”. È stato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a dare l’annuncio durante una trasmissione televisiva della Rai. Il verdetto del secondo comitato nominato è atteso dopo la bocciatura del primo da parte del Tar del Lazio che lo aveva giudicato non sufficientemente imparziale. Il comitato scientifico è incaricato di dare una valutazione sull’eventuale sperimentazione della cura Vannoni, più nota come “Metodo Stamina”.

Il metodo Stamina è al centro di un braccio di ferro che dura ormai da alcuni anni e che anima anche il dibattito pubblico. A far discutere anche un’ordinanza di un tribunale abruzzese che si è espresso sulla necessità di procedere alle cure di una bambina, dopo il rifiuto delle strutture sanitarie bresciane.

Infatti, con un’ordinanza del tribunale dell’Aquila del 14 agosto, Erica Molino, la biologa della Stamina Foundation, collaboratrice del fondatore Davide Vannoni, potrà effettuare le infusioni su Noemi, la bimba di Guardiagrele (Chieti) affetta da atrofia muscolare spinale. L’ordinanza arriva dopo che gli Spedali civili di Brescia avevano rifiutato di portare avanti la terapia con il discusso metodo. I genitori Andrea e Tahereh Sciarretta hanno salutato la notizia con grande entusiasmo. Al centro del contenzioso tra i legali degli Spedali di Brescia e quelli della famiglia Sciarretta proprio la figura di Erica Molino: per i primi diretta emanazione del fondatore del metodo Stamina, per gli altri competente.

La stessa Molino negli scorsi mesi è stata al centro di forti polemiche per via delle accuse da parte di un’altra biologa che dopo aver lavorato al fianco della collaboratrice del fondatore di Stamina ha denunciato: “non c’era alcuna innovazione scientifica nella terapia” rivelando agli inquirenti che “Stamina per me è un grande bluff”. Secondo la seconda biologa, le provette utilizzate nei giorni della cura non sarebbero altro che acido retinoico, una molecola normalmente utilizzata in cosmesi.

Sul metodo, che sta comunque rappresentando una speranza per tanti malati, pesa il giudizio del primo comitato scientifico: “Il metodo Stamina non è solo inefficace, ma è possibile causa di problemi di salute”. Secondo, infatti, la squadra di esperti facenti parte il primo comitato, il metodo potrebbe portare a numerosi rischi d’infezione: virus dell’Aids, delle epatiti B e C, virus oncogeni e batterio della sifilide potrebbero colpire i pazienti.

Nel processo di produzione delle cellule si lamentava, altresì, la mancanza del passaggio per il differenziamento neurale, in osteociti, condrociti e adipociti. A questo si aggiungono gravi carenze nel supporto di un valido metodo scientifico in quanto, si legge sempre tra le motivazioni del comitato scientifico (la cui nomina è stata però dichiarata illegittima dal Tar del Lazio): “Non è usato nessun saggio in vitro o in vivo che dimostri o predica una qualunque proprietà funzionale delle popolazioni cellulari ottenute, comprese staminalità, clonogenicità, multipotenza, proprietà immuno-modulatorie, e capacità differenziativa.”

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