Micio e Fido abbandonati, che fare?

Sebbene le numerose iniziative volte a sensibilizzare gli italiani contro l’abbandono degli animali d’affezione, fenomeno che ogni anno come denuncia la Lega Antivivisezione (Lav) lascia senza padroni circa 80 mila gatti e 50 mila cani, il problema sembra ancora lontano da una risoluzione. Infatti, i primi dati parziali del mese di luglio 2014 forniti dall’Associazione Difesa Animali e Ambiente evidenziano un incremento degli abbandoni rispetto all’anno precedente. Boom di segnalazioni di cani abbandonati per Roma e Napoli. È importante ricordare che l’abbandono di cani e gatti non solo è un atto deprecabile da un punto di vista etico e morale ma è soprattutto un reato. Dal 2004 punito con ammende fino a 10 mila euro e l’arresto.

Il fenomeno è cambiato negli ultimi anni. Gli abbandoni di cani e gatti presso strade e autostrade è diminuito sensibilmente. Contemporaneamente è aumentato il numero di abbandoni presso canili, località di villeggiatura, associazioni di volontariato e altre strutture.
Il picco degli abbandoni è raggiunto nei mesi estivi dell’esodo agostano ma anche a conclusione della stagione venatoria dove si riscontrano numeri significativi dovuti all’abbandono dei cani ritenuti poco efficienti nella caccia.
La crisi economica, in particolare negli ultimi anni, sta giocando un ruolo chiave negli abbandoni. Ma i motivi non sono certo ascrivibili solo alla scomodità e alle difficoltà economica. Ci sono ragioni culturali ben più profonde che vanno ricercate negli usi del nostro paese dove nel passato più recente i cani erano soppressi senza particolari motivazioni. Alcuni psicologi integrano queste motivazioni con il senso di indegnità che colpisce alcuni esseri umani anche nel rapporto con il proprio animale. In genere sono situazioni che si verificano in soggetti caratterizzati da un profondo senso di vuoto e di inconsistenza dovuto a identità effimere che non hanno mai ottenuto un vero e proprio riconoscimento dagli altri, percependosi di conseguenza anonimi. Qualsiasi senso di colpa per l’insano gesto è scavalcato da un’onnipotenza consolatoria che si manifesta nel bisogno inconscio di negare le emozioni (e chi più di un animale è in grado di suscitare emozioni?).

Dunque, cosa fare se si assiste ad un abbandono oppure ci si imbatte in un cane che si sospetta essere stato abbandonato? Nel primo caso è importante procedere immediatamente ad appuntarsi la targa del veicolo e chiamare immediatamente i Carabinieri oppure la Guardia forestale sporgendo denuncia del reato.
In caso di ritrovamento di cani l’Ente Nazionale Protezione degli Animali (Enpa) suggerisce di evitare l’allontanamento della bestiola e di contattare il Comando di Polizia locale del Comune in cui l’animale è stato trovato. La Polizia locale richiederà il servizio di accalappiamento entro 20 minuti dalla chiamata.
Il cane accalappiato è portato al canile sanitario competente per il territorio, dove il legittimo proprietario può cercarlo in caso di smarrimento.
Dopo essersi informati sul canile in cui l’animale è stato portato è bene telefonare 4-5 giorni dopo per chiedere sue notizie. Se dopo 7 giorni il proprietario non si è fatto vivo, ci si può attivare per trovarlo posizionando locandine nei luoghi dello smarrimento e annunci su siti web specializzati, sui social network, e presso le associazioni animaliste.

Qualora si abbia la possibilità di ospitare il cane presso un proprio domicilio evitandogli il canile è doveroso comunicare il ritrovamento sia alla Polizia Locale, sia al canile competente fornendo una descrizione approfondita dell’animale e completa dei recapiti del domicilio. In questo caso verificare, con l’aiuto di un veterinario, se il cane possiede il microchip che consente l’identificazione del proprietario attraverso il Servizio Veterinario della ASL competente. È anche possibile che il cane sia stato identificato con un tatuaggio (di solito su un orecchio o nell’interno cosce). Qualora l’animale non presenta segni di riconoscimento la ricerca del padrone deve essere condotta affiggendo la foto del cane trovato nei luoghi di passaggio più frequente, come supermercati, fermate di mezzi pubblici, parchi, studi veterinari, associazioni animaliste, comandi dei vigli dei comuni vicini.

Per quanto riguarda i gatti non esiste un comportamento tipo da tenere in quanto questi animali non sono obbligati al riconoscimento per mezzo di microchip o di tatuaggio. Inoltre, le strutture pubbliche non sempre sono dotate di gattili. Spesso, perciò, i gatti rinvenuti sono lasciati al buon cuore delle persone, delle gattare e delle associazioni. Le due cose da fare il prima possibile sono far visitare il gatto ad un veterinario per le eventuali cure mediche necessarie e constatare se si tratta di un micio di casa. In questo secondo caso provvedere quanto prima ad affiggere le foto del gatto trovato per individuare il padrone, senza dimenticarsi di utilizzare tutti gli strumenti oggi a disposizione per toccare tutti i canali utili alla ricerca (siti specializzati, associazioni animaliste, gattare del posto).
Mettere a disposizione dell’animale ritrovato sempre una ciotola di acqua fresca consona alle dimensioni del muso della bestiola.

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