La rucola tra gusto, salute e tecnologia

“Cameriere, mi raccomando senza rucola!” oppure “Doppia razione di rucola, per favore!” Chi di noi non ha mai sentito queste frasi durante le tavolate di pranzi e cene in pizzeria o al ristorante, specie nei mesi estivi? Il gusto inconfondibile della rucola, caratterizzato da quell’originalissimo aroma amarognolo pungente ma al tempo stesso delicato, non conosce via dimezzo tra amanti e detrattori di questa pianta utilizzata per arricchire insalate, pizze ma anche primi e piatti a base di carne e di pesce. La rucola o la si ama o la si odia!

La rucola appartiene alla famiglia delle brassicacee, la stessa a cui appartengono broccoli, cavoli e cavolfiori.
In antichità era anche ritenuta un buon afrodisiaco così da venir usata nella cura dell’impotenza tanto che in alcuni documenti storici, risalenti all’epoca romana, se ne trovano notizie. La rucola è citata dagli scritti del poeta Ovidio e dalle descrizioni del medico greco Discoride. Risale al Medioevo, invece, una testimonianza di Matthias de L’Obel dove si narra di alcuni monaci che, dopo aver bevuto una bevanda a base di rucola e rimanendo molto eccitati, abbiano disconosciuto il proprio voto di castità.

Oggi la rucola è nota per le sue proprietà detossificanti, per il buon quantitativo di sali minerali e di vitamine e per il ridottissimo apporto calorico (il 91% è costituito da acqua). Cento grammi apportano, infatti, solo trenta calorie circa accanto a significative quantità di vitamine A, C, E,J, B e K. Tra i Sali minerali si osserva una buona presenza di sodio, fosforo, zinco e manganese. Ottime le proprietà antiossidanti grazie a discrete quantità di beta carotene. La scienza le attribuisce potere diuretico e la capacità di prevenire le ulcere qualora consumata con una certa frequenza. L’amarognolo stimola la produzione dei succhi gastrici: è quindi utilissimo abbinare un piatto di rucola a piatti gustosi ma particolarmente difficili da digerire come i fritti.

L’interesse economico su grande scala è, tuttavia, piuttosto recente e l’Italia è tra i leader internazionali produttori di rucola. Le produzioni sono destinate in gran parte all’esportazione verso i paesi del Nord Europa dove è molto apprezzata. Ormai la rucola è sempre più commercializzata in buste di plastica pronte per l’immediato condimento: la cosiddetta quarta gamma. Quarta gamma che sta sostituendo i vecchi mazzetti disponibili in particolare nei mercati rionali.

La produzione ha subito una rapida evoluzione verso la coltivazione in serra dove le operazioni sono facilmente automatizzabili.

Tra i più moderni sistemi di coltivazione in serra che in Italia sono collocati in Campania e in Lombardia sta trovando grande applicazione il “floating system”: le piantine galleggiano su una soluzione di acqua e sostanze nutritive sostenute da una struttura in polistirolo e un po di substrato inerte come la perlite. In questo modo le foglie e i gambi non vengono più in contatto con la terra rimanendo più pulite.
Qualche idea alternativa per godere del gusto e delle proprietà della rucola? Da utilizzare al posto del basilico nella preparazione del classico pesto genovese oppure al posto del prezzemolo per la composizione della nota “salsa verde” da impiegare accanto ai lessi di carne.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie